Bologna, 21 aprile 2021 -  Nell’isola felice di Isabella Conti al ponte sul Savena sventolano i tulipani. E c’è già chi si chiede se il prossimo primo cittadino avrà la cura di pensare pure ai fiori. A San Lazzaro ci sono cittadini smarriti e preoccupati per un futuro senza la sindaca degli asili gratis e chi chiede il bel gesto delle dimissioni comunque vadano le primarie.

Ma ci sono anche coloro che capiscono la scelta di fare un passo verso l’Eldorado (come l’ha definito la stessa prima cittadina): "Non mi stupisce che punti a Bologna. Anzi, pensavo ambisse a Roma...", dice Gianluigi Gualducci da piazza Bracci. Gli fa eco la moglie, Bruna Badini: "Me l’aspettavo. Ma credo che se traslocasse a Palazzo d’Accursio qualche beneficio arriverebbe anche a noi visto che guiderebbe la città metropolitana".

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Ma non tutti sono così ottimisti. C’è chi vorrebbe le sue dimissioni, qui e ora, ma anche chi resta isabelliano ’senza e senza ma’ "perché a San Lazzaro lei comunque ha dato il cuore".

Tra renziani o isabelliani, comunque, rimane il cruccio del commissariamento. Che potrebbe arrivare fino a maggio 2022, se la Conti decidesse di non dimettersi ora, ma solo dopo le primarie. Si tratta di tecnicismi, ma per San Lazzaro cambierebbe. Ad oggi, infatti, potrebbero forse esserci i tempi per portare il comune al voto a ottobre, con un commissariamento di pochi mesi.

Da qui, il pressing del Pd di San Lazzaro, ma anche di diversi cittadini collegati l’altro ieri durante alla diretta della sindaca, per chiedere chiarezza sul tema.

"Aspettiamo una sua risposta, le abbiamo scritto una lettera. In caso contrario, le chiederemo un incontro formale", insiste Dario Mastrogiacomo, segretario del Pd sanlazzarese.

"Siamo con Isabella in maggioranza da dieci anni. In tanti iscritti ci stanno scrivendo. Sono, siamo frastornati. Non abbiamo paura di che cosa succederà: noi qui abbiamo il 40 per cento. Ma vogliamo sapere le sue intenzioni", ribadisce il numero uno dei dem locali.

Un sentimento che anche in centro a San Lazzaro è comune. Giuseppe Guarino, 36 anni, non ha dubbi: "Nel momento in cui decidi che la tua attività politica giustamente vuole andare oltre via Jussi, devi dimetterti. Non puoi rubare tempo a San Lazzaro per pensare a Bologna. E poi se perde e ritorna, finisce che siamo la sua ruota di scorta...". Insomma, i dubbi ci sono. E anche qualche malumore.

Resta, però, una certezza: è quasi impossibile trovare qualcuno che non apprezzi il lavoro della sindaca. "Se anche se ne andrà, avrà comunque lasciato un segno positivo. Per i giovani. Per gli anziani. Per tutti", dice Nicolina Rossini, 54 anni.

Davanti alla Coop, Pilar Maria Santana, del ristorante La Mulata, ha "il cuore a pezzi", ma appoggia la scelta. "Capisco voglia migliorarsi. E credo abbia già vinto...". Poco più in là con le borse della spesa c’è Lamberto Borsetti: "Isabella la stimo. Ha un’ambizione legittima. San Lazzaro l’ha amministrata bene e farà lo stesso se le daranno una possibilità sotto le Due Torri. Ma mi aspetterei un bel gesto: dimettersi ora visto che ha deciso di giocarsi quella partita".

Alessandro Sangiorgi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a San Lazzaro, rincara la dose: "La Conti fa prevalere l’ambizione, non certamente l’amore per San Lazzaro. Non ha remore, infatti, a gettare il suo Comune in una situazione d’incertezza. Non ci meritiamo un sindaco a mezzo servizio, soprattutto in un momento di pandemia. Abbia il coraggio di dimettersi".

C’è, però, chi rassicura: "Non verremo commissariati. Figurati se a Bologna votano una renziana", dice Gabriele Carati, 83 anni, che rimpiange ancora Dozza, Zangheri e Imbeni. Un auspicio per chi vorrebbe che la sindaca finisse il mandato. Un brutto presagio per chi, invece, sta facendo di tutto per smarcarsi dall’ombra dell’ex rottamatore.