Bologna, 6 ottobre 2021 - Daniel Fishman è l’uomo che sussurra ai politici. Il guru che fa vincere le elezioni, da Stefano Bonaccini a Gaetano Manfredi fino a Matteo Lepore, preferisce definirsi "un esperto di comunicazione politica". E con la sua agenzia Consenso, in concertazione con Emg sulle ricerche, ha curato la campagna elettorale (dalle primarie in poi) del neo sindaco di Bologna.

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Si aspettava il 61,9 per cento?
"Sono un ottimista di natura. E non per vanagloria, ma l’altro super risultato di queste Comunali è stato quello di Manfredi che abbiamo seguito noi. Il segreto è allinearsi bene col candidato, capirlo, saperlo interpretare. E poi sentire e analizzare le aspettative della città".

Vincenti si nasce o si diventa?
"Quando ho incontrato Lepore per la prima volta sono stato critico. Lo trovavo un po’ scontato: e con lui, la partita del Pd, queste elezioni. Ma poi, mi ha sorpreso: ha lavorato su se stesso. Ha ammodernato il linguaggio e si è aperto sul suo aspetto personale".

Aprire al privato paga?
"Dipende. Lepore l’ha fatto in maniera delicata, non invasiva. Si è raccontato a tutto tondo – programmi, idee, famiglia – senza lasciarsi andare al piacionismo. E la partnership con Cathy La Torre è stata importante: ha fatto emergere sui social la sua sensibilità umana e politica".

Tra le critiche mosse a Lepore il fatto di essere freddo...
"Non vogliamo mai snaturare un candidato, il suo carattere, le sue debolezze. Lepore non osanna le folle, ma è pacato, ragionevole, con una grandissima capacità di ascolto. Chi lo conosce da vicino l’ha capito: la freddezza è una barriera di difesa".

A Bonaccini aveva consigliato gli occhiali a goccia. A Lepore?
"Gli abbiamo tolto gli occhiali. Ma solo nei manifesti, altrimenti non vede una mazza! Così risaltano i suoi tratti, visto che è un bell’uomo. Il look, invece, è rimasto così. I vestiti che aveva gli stavano bene. Abbiamo solo pensato di dargli più colore: la mascherina rosa, magari anche a modi pochette...".

Si è parlato di una campagna elettorale un po’ noiosa...
"Mica per colpa di Matteo! Che mi ha stupito: all’inizio gli ho fatto diverse proposte creative e lui ha preferito quelle di rottura. Come le forme grafiche, anni 50, gli spicchi arancioni che ricordano la sua passione per il basket. Ha scelto lui, una comunicazione di forte impatto, più che di ragionamento".

La scelta di Battistini è stata sbagliata?
"È preparato, ma gli è mancata l’organizzazione. I partiti andavano per i fatti propri".

Lepore ha fatto sbagli?
"Ha dimostrato una grandissima preparazione attirando a sè anche tutta la società civile".

Lo slogan ’Bologna città più progressista d’Italia’ è la sintesi della campagna...
"A Bologna funziona perché racchiude identità e prospettiva della città. In altre parti non avrebbe funzionato. Il progressismo è andato oltre le parole, l’ha mostrato sui social, nella sua vita. E ha dimostrato di non avere dietro un apparato, un sistema, ma uno staff giovane e brillante. Da Incontra Bologna alla Fabbrica del programma ha funzionato un po’ tutto. Credo sarà un candidato di cui si parlerà molto".

Non rispondere alla domanda 'ha mai fatto uso di droga’ al dibattito del Carlino è stato un errore?
"Può capitare, anche ai politici, di non riuscire a rispondere a domande molto private e personali. L’avrebbe potuto fare, ma si è chiuso. Succede. Non è una gaffe".