Raffaele Donini, assessore regionale alla Sanità
Raffaele Donini, assessore regionale alla Sanità

Bologna, 18 marzo 2021 - Raffaele Donini, assessore regionale alla Sanità, è stato un anno molto particolare per lei: la rielezione, poi la conferma in giunta, poi il Covid.
"Con la nomina a sorpresa da parte del presidente Bonaccini ad assessore, e con l’arrivo impetuoso e devastante della pandemia, non ho fatto neppure in tempo a festeggiare le quasi 14mila preferenze ricevute alle Regionali, ringraziando di persona e abbracciando chi mi hanno dato fiducia. E’ stata una vittoria doppia per me. Ho dato il mio contributo alla vittoria di Bonaccini, al quale sono legato da stima e ammirazione da più di un decennio. E poi perché ho raccolto tante preferenze grazie al rapporto col territorio".

Covid oggi: bollettino coronavirus 17 marzo. Contagi Italia ed Emilia Romagna

Le manca la politica?
"Il Covid mi ha allontanato dalla politica attiva nel partito, preso come sono dal lavoro sulla Sanità, ma parteciperò alla Direzione e se possibile esprimerò il mio parere da iscritto e da amministratore del Pd".

Cosa dirà in Direzione?
"Esprimerò un sincero apprezzamento per il lavoro che sta facendo il segretario Luigi Tosiani, con il suo tentativo di tenere unito il partito e di allargare il perimetro della coalizione di centrosinistra anche ad energie civiche e sociali. Quando ero segretario, in anni difficili, dal 2010 al 2014 abbiamo vinto tutte le elezioni, anche perché ho ‘costretto’ il Pd a restare unito, trovando la sintesi e mettendo da parte ogni legittima ambizione personale per il bene supremo della comune assunzione di responsabilità verso tutti i cittadini".

In Direzione le candidature ufficializzate saranno due, quelle di Matteo Lepore e Alberto Aitini. Lei chi sosterrà?
"Penso che per fare il sindaco non ci si inventi da un giorno all’altro, ma si debba maturare prima un’importante esperienza amministrativa. Per questo mi convince la candidatura di Lepore. E’ giovane, appassionato, competente e preparato, sta costruendo una sua visione di città con il contributo di tante energie anche civiche e sociali, ha dieci anni di buona amministrazione nel Savena alle spalle e altri dieci anni di primissimo piano in Comune".

Sì alle primarie di coalizione?
"Vorrei che alla coalizione di centrosinistra il Pd si presentasse con un’indicazione unitaria. Se poi dovessero essere di coalizione, sarebbero gli elettori di centrosinistra a scegliere".

Quindi per lei Aitini dovrebbe fare un passo indietro?
"Quando 11 anni fa ero segretario del Pd, siamo arrivati alle primarie di coalizione con una candidatura unitaria. Secondo me quello è il modo per vincere le elezioni".
In cosa deve fare il salto di qualità Bologna? La pandemia sta picchiando fortissimo.
"Bologna metropolitana è stata la più colpita da questo terzo picco pandemico e sta reggendo un urto straordinario nei reparti ospedalieri grazie alla qualità del suo sistema socio-sanitario, alla professionalità e alla generosità di tutto il personale e alla collaborazione pubblico-privato in ambito ospedaliero. I problemi della città potranno certamente acuirsi dopo la pandemia, ma in questi anni Bologna si è imposta come città solidale, laboriosa, attrattiva, vivace, accogliente e innovativa. Con queste armi potrà vincere ogni sfida. Lepore può dare da subito tanta energia a questa città e avere mani solide sul manubrio. Lo sosterrò convintamente. Spero lo faccia tutto il Pd".


È vero che le è stato chiesto di candidarsi a sindaco?
"E’ vero che diverse persone hanno pensato a questa possibilità. Me l’hanno anche chiesto. Ma ora è giusto che io mi occupi anima e corpo della pandemia, una guerra che intendo combattere fino alla distruzione del virus. Credo anche che la generazione di Matteo sia quella che possa interpretare meglio un futuro di cambiamento".