ROSALBA CARBUTTI
Politica

Emilia-Romagna, Schlein forza i tempi. Entro due settimane il candidato del Pd

Fatta la scelta, sarà sottoposta ai potenziali alleati del campo largo. In pole restano il sindaco di Ravenna de Pascale e l’assessore Colla. Ma Lepore sbotta: "Metodo sbagliato, no a nomi calati dall’alto”

Bologna, 13 giugno 2024 – Il candidato del centrosinistra per le Regionali arriverà entro l’estate, come anticipato dal segretario regionale Pd dell’Emilia-Romagna, Luigi Tosiani, ma anche da Igor Taruffi, responsabile Organizzazione al Nazareno.

Ma per arrivare a questo traguardo la quadra nell’ex partitone potrebbe trovarsi molto prima, già nei prossimi quindici giorni. Tempi lampo, ma circola la voce che già in questo weekend potrebbero essere messe le basi per una discussione più profonda con i principali protagonisti della partita. Domani la segretaria Pd Elly Schlein, infatti, sarà ospite della ‘Repubblica delle Idee’ a Bologna, e c’è chi scommette che in questi giorni qualche incontro ’caldo’ ci sarà.

Emilia-Romagna. Schlein forza i tempi. Entro due settimane il candidato del Pd
Emilia-Romagna. Schlein forza i tempi. Entro due settimane il candidato del Pd

Del resto, il Pd – primo partito in Emilia-Romagna con il 36% – è il baricentro di un’ipotetica coalizione di larghe vedute e, a breve, si mormora che verranno sondati i 5 Stelle. Da qui, per evitare intoppi, il ragionamento dem è di trovare al proprio interno al più presto il nome giusto su cui, poi, costruire la ’Fabbrica del programma’ ulivista di prodiana memoria, rilanciata dal sindaco di Bologna Matteo Lepore (di area Schlein).

La rosa di nomi papabili si è ristretta a una sfida a due tra il sindaco di Ravenna Michele de Pascale e l’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Colla.

Nomi, da quello che si ripete in ambienti dem, entrambi stimati e in grado di "unire" le varie anime del partito. Stima rinnovata anche dal sindaco Lepore – ieri al Salotto bolognese di Patrizia Finucci Gallo all’hotel ’Il Guercino’ – ma con qualche critica al ’metodo’, rivendicando "la centralità imprescindibile di Bologna", visto anche il 41,1% del Pd in città.

Il primo cittadino pone dubbi sul "metodo" di scelta del candidato: "Il nuovo Pd non può calare dall’alto un nome, altrimenti è come il vecchio partito. Non si può dire che è già tutto deciso. Che questo candidato o l’altro è in pole. Perché allora significherebbe che io non ho partecipato né al nome, né a programma delle idee... e sarei un po’ preoccupato". Per questo il sindaco incoraggia "incontri e percorsi partecipati", come la Fabbrica delle idee, procedendo parallelamente alla scelta del candidato "che può arrivare anche a luglio". Difficile immaginare una "terza via" made in Bologna, ma di certo Lepore, schleiniano della prima ora, fa sapere che il ’modello della città più progressista d’Italia’, come viene definita, non può essere ignorato.

Per il resto nel Pd, se prima di Europee e Comunali sembrava delinearsi un posizionamento più netto dell’area Bonaccini con de Pascale e dell’area Schlein su Colla, oggi che l’afflato unitario è il nuovo mantra dei big Pd, quella che potevano essere divisioni oggi diventano ’sfumature’. De Pascale è un fedelissimo di Bonaccini, quindi per l’area del ’Pres’ sarebbe il nome preferito, senza contare che la maggioranza che lo sostiene a Ravenna è larghissima, proprio sul modello della coalizione su cui il Pd sta lavorando per l’Emilia-Romagna.

Insomma, il borsino post-voto sembra premiare il primo cittadino di Ravenna, con l’area Schlein che non pare ostacolare questa ipotesi.

Colla, assessore che sta gestendo con profitto le principali vertenze in regione e ha dalla sua parte la Cgil e un bella fetta del mondo industriale, resta comunque l’altra ipotesi forte. Obiettivo di tutti, al netto di distinguo e sfumature, è convergere in fretta su una candidatura unitaria, mandando in soffitta le primarie.