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Bologna, 5 settembre 2018 - C'è un telo a coprire il tabellone con gli incassi giornalieri nella saletta della direzione del Pd alla Festa dell’Unità. Non era mai successo e a molti volontari non è scappato l’inedito dettaglio, quasi fosse una simbolica bandiera bianca. Perché la prima kermesse dem in Fiera dopo l’addio al Parco Nord sta andando male, e non di poco. Dati ufficiosi alla mano, la manifestazione (che chiuderà lunedì) fino allo scorso weekend era sotto di circa 150mila euro. Insomma, l’opposto dell’obiettivo fissato dal segretario Francesco Critelli: ovvero tornare in attivo di 150mila euro dopo due anni di pesanti rossi.

I vertici Pd, però, non sembrano troppo preoccupati: tra le novità di questa edizione, infatti, ci sarebbe anche l’aver affidato la Festa a un ‘general contractor’, che si è assunto il rischio di impresa. Una sorta di socio e intermediario – una società vicinissima al partitone –, responsabile in prima persona di utili o perdite della Festa. Una scelta che probabilmente rinfocolerà le polemiche interne al Pd bolognese, se già prima del taglio del nastro la minoranza aveva avvertito Critelli, ritenendolo responsabile dell’andamento della kermesse.

L’entusiasmo dei primi giorni si è spento presto. E dire che, a differenza del passato, il programma politico sta andando piuttosto bene. L’area dibattiti è spesso piena, ma sono i ristoranti che proprio non vanno: tra quelli gestiti dai volontari (quest’anno sono 2 in meno) tengono i nomi più famosi, mentre i privati soffrono tantissimo e durante la settimana sono rimasti spesso e volentieri deserti, tanto che alcuni si sono già lamentati con l’organizzazione del Pd e hanno minacciato di non aprire.

Fatica moltissimo anche l’area commerciale, la cui dislocazione poco centrica non ha aiutato, così come l’area bambini, sbandierata alla vigilia come la grande novità, e che invece ha già traslocato giochi e spettacoli in un altro padiglione. Insomma, la scommessa di Critelli per ora pare non pagare.

L’addio al parco Nord dopo 44 anni e la scelta di venire al coperto dei padiglioni della Fiera era stata motivata con le minori spese di allestimento e soprattutto alla luce del maltempo che aveva imperversato sulle ultime edizioni. A questo si sono poi aggiunti l’addio dello storico responsabile feste Fabio Querci, sostituito da un fedelissimo del segretario, Davide Speme, e la ‘controfesta’ organizzata proprio al parco Nord (anche se proprio ieri Danilo Masotti, padre degli umarells, la prendeva in giro su Facebook descrivendola come deserta).

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