Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente, ha voluto che il G7 ambiente si tenesse sotto le Due Torri
Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente, ha voluto che il G7 ambiente si tenesse sotto le Due Torri

Bologna, 27 maggio 2017- Da bolognese, ha voluto e ottenuto che il G7 Ambiente si tenga, l’11 e 12 giugno, sotto le Due Torri. Ora, alla minaccia di contestazioni da parte di collettivi e movimenti antagonisti, il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti sbotta: «Spero davvero che non ci saranno scontri. Bologna non li merita».

Gli attivisti definiscono il vertice «una pagliacciata».

«Ma qual è il motivo della contestazione? A me sfugge. Mi viene da credere che sia una contestazione fine a se stessa, quindi inaccettabile. Davvero inaccettabile».

Una delle critiche è alle politiche fossili dei G7.

«Se ci sono dei punti su cui si vuole discutere, questo è un G7 aperto a tutti. Se si viene qui solo per far violenza, beh, la trovo una cosa assurda e completamente fuori luogo».

Un G7 aperto a tutti? In che senso?

Nel senso che avremo punti di incontro nei quali sarà possibile per tutti discutere».

È preoccupato per possibili disordini?

«No, c’è un’attenzione molto alta, da parte di questura, prefettura, carabinieri... Ripeto, mi piacerebbe che non ci fossero disordini. Anche perché Bologna non lo merita».

È una due giorni che lei ha voluto con forza.

«Questo è un evento per dare visibilità a Bologna. E all’Italia. E parleremo di un tema che ha una rilevanza mondiale. Sarebbe un peccato sprecarlo con stupidi scontri di piazza».

Quali saranno i temi principali del G7 bolognese?

«Ci troviamo a Bologna a parlare di qualità dell’ambiente, di interrelazioni tra ambiente e questioni sociali: quindi povertà, disuguaglianze, pace tra i popoli, finanza verde, come aiutare i Paesi dell’Africa. Poi parleremo anche delle interrelazioni tra ambiente e sviluppo, quindi energia rinnovabile ed economia circolare».

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Insomma...

«Insomma non vedo proprio perché debbano esserci delle contestazioni. Sarebbero del tutto fuori luogo. Mi auguro davvero che non ci saranno».

Si parla di misure di sicurezza imponenti.

«Sono necessarie. Non sono solo per evitare scontri locali, ma anche per un clima internazionale che è sotto gli occhi di tutti».

Anche questo non piace, a partire dalla ‘zona rossa’.

«Credo che sia giustissimo avere misure di sicurezza molto forti. Avremo sette ministri dell’ambiente tra cui americani, canadesi e giapponesi. Credo che sia necessario dare il massimo della protezione a tutti».