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28 ago 2019

Bologna, addio a Forza Italia. Galeazzo Bignami passa a Fratelli d'Italia

Il deputato passa con la Meloni: "Sbagliato l’avvicinamento ai dem"

28 ago 2019
luca orsi
Bignami porta in dote al partito di Giorgia Meloni e Ignazio la Russa le 13.333 preferenze incassate alle regionali del 2010
Galeazzo Bignami ha deciso di passare a Fdi (Foto Schicchi)
Bignami porta in dote al partito di Giorgia Meloni e Ignazio la Russa le 13.333 preferenze incassate alle regionali del 2010
Galeazzo Bignami ha deciso di passare a Fdi (Foto Schicchi)

Bologna, 29 agosto 2019 - «Torno a casa». Galeazzo Bignami, deputato, lascia Forza Italia e ufficializza il suo passaggio a Fratelli d’Italia. È un trasloco che sposterà gli equilibri nel centrodestra locale: Bignami porta in dote al partito «degli amici» Giorgia Meloni e Ignazio la Russa le 13.333 preferenze incassate alle regionali del 2010. E decine di eletti in FI – a Bologna e provincia – che hanno già fatto le valigie, pronti a seguirlo.

Bignami, perché questa scelta?

«La linea politica di FI è sotto gli occhi di tutti. Sempre più spesso, autorevoli esponenti del partito marcano la distanza dal centrodestra e immaginano un dialogo con il Pd. Legittimo che lo vogliano. Io no. Non sarei coerente con la storia politica mia e della mia famiglia». (Bignami è figlio di Marcello, storico esponente del Movimento sociale italiano e poi di An).

Fdi è il suo approdo naturale.

«Già in tempi non sospetti dissi che la mia casa era ed è sempre stata quella. Qui ho molti amici, e le mie posizioni di destra sono sempre state chiare».

Però scelse Forza Italia.

«Sono rimasto in FI, dopo lo scioglimento del Pdl nato dalla fusione con An, accogliendo l’appello del presidente Berlusconi. Penso avesse titolo per ottenere una risposta positiva, visto quello che ha fatto dal 1994. Poi...».

Lei invitò a ‘ricostruire FI con i valori della destra’.

«Abbiamo provato una battaglia di rinnovamento il cui esito è sotto gli occhi di tutti. L’uscita di Toti ha decretato il naufragio di ogni ipotesi di ricambio che invece era indispensabile».

Cosa non ha funzionato?

«Se avessero dato più spazio alla linea politica della senatrice Anna Maria Bernini, per esempio, persona che stimo moltissimo, credo che FI sarebbe diversa, a partire dal rinnovamento interno».

Quali incarichi avrà in Fratelli d’Italia?

«Mi sono stati proposti incarichi di rilievo. Ringrazio, ma credo sia giusto entrare senza ruoli».

Perché?

«Oggi mi interessa continuare a lavorare per dare un’alternanza in questa Regione. Mi sento più libero nella mia battaglia senza ruoli organizzativi interni».

Pare che molti eletti di FI la seguiranno. Conferma?

«Posso solo ringraziare i tanti amici, eletti, amministratori che hanno deciso di condividere con me questa scelta».

Tanti quanti?

«Diverse decine di eletti e dirigenti, forse anche di più, che rappresentano tanti elettori e sostenitori. Significa che qualcosa di buono abbiamo seminato col nostro lavoro. Ne sono orgoglioso: renderanno ancora più forte il progetto di FdI sul territorio».

Alle prossime elezioni regionali, la Lega ha candidato presidente Lucia Borgonzoni. Che ne pensa?

«L’ho già votata come candidata sindaco di Bologna. A maggior ragione la voterò per la presidenza della Regione».

Non trova che la Lega abbia forzato i tempi, imponendo al centrodestra un proprio nome?

«Questo è un tema che non riguarda me, ma i vertici di Fratelli d’Italia».

La Regione è contendibile?

«Partiamo favoriti. È la migliore occasione in settant’anni».

Cosa pensa di un governo nazionale Pd-Cinque stelle?

«Si tratterebbe dell’ennesima manovra di Palazzo, che porterà un governo mai votato da nessuno a guidare l’Italia. E che nasce sul presupposto che gli italiani non vogliono quelle forze che lo sostengono e proprio perché non le vogliono, si alleano».

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