GABRIELE MIGNARDI
Politica

Il derby di Casalecchio. Ballottaggio fratricida: quando si vota

Il dem Ruggeri parte con consensi doppi rispetto allo sfidante Braga. Il Pd in vantaggio, 15mila voti in palio. Da dividere il 23 per cento di Pasquariello e l’oltre 3 per cento di Odorici

A sinistra Matteo Ruggeri, candidato sindaco dalla lista Casalecchio Bene Comune che ha sfiorato la vittoria al primo turno. A destra lo sfidante Dario Braga, leader del centrosinistra "alternativo"

A sinistra Matteo Ruggeri, candidato sindaco dalla lista Casalecchio Bene Comune che ha sfiorato la vittoria al primo turno. A destra lo sfidante Dario Braga, leader del centrosinistra "alternativo"

Bologna, 12 giugno 2024 – Per Casalecchio è il giorno dopo le elezioni più sofferte della storia recente di questa cittadina sul Reno, 35mila abitanti, secondo comune della Città metropolitana di Bologna, dal dopoguerra stabilmente in mano al Pci e ai suoi eredi. Qui per la prima volta il partito che anche in questa occasione si è confermato maggioranza relativa, con una crescita secca del 10% sulle Politiche di due anni fa e nonostante un abbondante 44% alle Europee, ha mancato l’obiettivo dichiarato di eleggere al primo turno il suo candidato Matteo Ruggeri. Eppure lui, 43 anni, ex capotreno, ex segretario cittadino del Pd, assessore allo sport e partecipazione uscente, ce l’ha messa tutta ad aggregare una coalizione che ha messo insieme Italia Viva, gli ambientalisti di Casalecchio Bene Comune, i civici di Buon futuro Casalecchio, il Psi e gli altri civici di Casalecchio ‘con le stelle’ filiazione diretta della lista M5s alla quale però il partito di Conte con una mossa tardiva ha vietato l’uso del simbolo ufficiale.

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Per poche decine di voti il favorito non solo non ha superato la soglia della metà più uno dei voti, ma ha visto i cugini-avversari del centrosinistra alternativo (con Azione) a guida Dario Braga acciuffare il secondo posto del primo turno col risultato non tranquillizzante di dovere fare i conti con l’avversario più insidioso. Ed è vero che domenica 23 giugno e lunedì 24 giugno Ruggeri parte avvantaggiato da una dote di voti doppi rispetto al suo avversario: 8.416 contro 4.220. Ma è anche vero che fra due settimane si parte di nuovo da zero, con la prima incognita che si chiama partecipazione a un voto che non sarà più trainato da un alto tasso di politica nazionale e dalla classica contrapposizione destra-sinistra. Conteranno invece di più i temi locali, le personalità dei candidati e la capacità dei due schieramenti di portare al voto quei 15mila casalecchiesi che sabato e domenica scorsa hanno scelto di non votare oppure di votare schieramenti diversi, il centrodestra prima di tutto che ha pure superato il 23% dei consensi, e poi la sinistra antagonista di Marco Odorici che con i suoi 602 voti non è ancora sicuro di ritornare in consiglio comunale.

A parole né Braga né Ruggeri si dichiarano disponibili a una trattativa con il nuovo leader del centrodestra Enrico Pasquariello o ad aprire canali di dialogo con le formazioni intermedie coinvolte dalla deflagrazione del Pd con effetti a catena che ha visto gli esponenti di punta del M5s confluire in tre diverse liste. Gli ambientalisti, invece, hanno diviso il già scarso peso elettorale tra Ruggeri e Braga, mentre la storica lista civica centrista ha deciso di rompere le righe e dirigersi rispettivamente nel centrosinistra di Braga e nel centrodestra di Pasquariello. Un mosaico difficile da ricomporre, e che nei prossimi tredici giorni deve definire il futuro (politico) di Casalecchio e dei suoi protagonisti.