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PAOLO ROSATO
Politica

Ius soli Bologna, la versione di Borgonzoni: “I ragazzi siano liberi”

La sottosegretaria ai Beni Culturali: “Così è indottrinamento, quando ero in Comune le domande non c’erano: i veri destinatari sono i genitori”

Ius soli, la senatrice della Lega e Sottosegretaria ai Beni Culturali Lucia Borgonzoni è rimasta colpita dall'iniziativa del sindaco dem: "Inaccettabile propaganda"
Ius soli, la senatrice della Lega e Sottosegretaria ai Beni Culturali Lucia Borgonzoni è rimasta colpita dall'iniziativa del sindaco dem: "Inaccettabile propaganda"

Bologna, 15 marzo 2023 – "Inaccettabile la propaganda di Lepore nelle scuole della nostra Bologna". Non ci gira intorno Lucia Borgonzoni, sottosegretaria leghista alla Cultura ed esponente storico e di spicco del Carroccio bolognese. Anche Borgonzoni è rimasta colpita dall’iniziativa del sindaco dem di Bologna, Matteo Lepore, che ha tenuto delle ‘lezioni’ all’interno di istituti superiori bolognesi per spiegare la svolta dello ‘Ius Soli’ alla bolognese. Ovvero, solo per Palazzo d’Accursio (manca una legge nazionale), ogni bambino straniero che nasce sotto le Due Torri diventa automaticamente cittadino bolognese. E quindi italiano, senza dover aspettare il diciottesimo anno di età.

La difesa di Merola

Lucia Borgonzoni, che cosa sbaglia Lepore?

"Prima di tutto, non è certo questo il modo di affrontare temi come questi con i ragazzi. Fare lezioni promuovendo lo Ius Soli non è nient’altro se non un malcelato tentativo di politicizzarli".

E come bisognerebbe fare?

"Dobbiamo dare loro tutti gli elementi e lasciare che siano liberi di fare ciascuno le proprie valutazioni. Altrimenti è indottrinamento".

Ma lei cosa ne pensa dello Ius Soli? E’ sbagliato e va mantenuto lo Ius Sanguinis che vige nel nostro ordinamento?

"Quando ero consigliere comunale ho fatto richiesta al Comune per capire quante domande di cittadinanza fatte dai 18enni fossero state rigettate. Di fatto, nessuna. A dimostrazione di come si tratti di una battaglia politica e non di diritti. Questo è un modo per cercare di rendere più facile la cittadinanza dei genitori. Fortunatamente nel nostro Paese i bambini – tutti – hanno gli stessi diritti. I problemi emersi nel tempo sono stati infatti sempre risolti".

Perché secondo lei Lepore sta spingendo con questa battaglia sulla cittadinanza? Solo una provocazione politica?

"Lepore cerca uno spazio politico. Con la nuova segretaria del Pd spera di potere avere finalmente quella ribalta nazionale che cerca da anni e che finora non è riuscito ad ottenere".

Qualcuno lo ha suggerito: le famiglie contrarie, secondo lei, dovrebbero chiedere l’esonero da queste lezioni per i ragazzi minorenni?

"Non parlerei di esonero o meno. Parlerei invece di fornire ai più giovani – favorevoli o contrari che siano, i ragazzi o i loro familiari – tutti quegli strumenti utili a chiarire ogni aspetto delle questioni affrontate. Solo così potranno crearsi un proprio pensiero critico a riguardo"

Le battaglie sui diritti sono una delle cifre dichiarate del nuovo Pd di Elly Schlein, tra l’altro Lepore è stato l’unico sindaco di una grande città ad appoggiarla. Cosa ne pensa del nuovo corso?

"Il nuovo corso del Pd sicuramente sposta il partito estremamente a sinistra. Mi auguro che sia una sinistra dialogante almeno sui temi di interesse dei cittadini. Su determinati argomenti è inevitabile lo scontro, ma sulle questioni concrete bisognerebbe trovare punti di dialogo: prima di tutto viene il bene dei cittadini".