Lucia Borgonzoni, 44 anni, sottosegretaria del governo Draghi
Lucia Borgonzoni, 44 anni, sottosegretaria del governo Draghi

Bologna, 26 febbraio 2021 - L’ufficio da sottosegretaria è già pronto. E la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, unica rappresentante bolognese nel governo Draghi, è già al lavoro.

Già era stata sottosegretaria ai Beni Culturali nel Conte uno. Ma questa volta l’unico ponte della città con Roma è lei...
"Non è una novità che la Lega sia attenta a Bologna. Questa è soltanto l’ennesima riprova. Credo che ripartirò da dove avevo iniziato. Una vittoria è stata riportare la biblioteca di Umberto Eco qui nel nostro territorio, ma riprenderò subito a lavorare sulla questione dei nostri portici patrimonio dell’Unesco, come sulle sfogline che, come i pizzaioli, devono essere riconosciute patrimonio dell’Umanità".

Insomma, Bologna sarà al centro dei suoi pensieri?
"Eh certo. La questione dei portici patrimonio Unesco è stata fatta ripartire quando sono arrivata io al ministero durante il governo giallo-verde. A dare una spinta, ovviamente, ci sono i territori, ma è importante anche l’impegno a livello centrale. Il minstero, d’altra parte, segue tutti i passaggi. Per questo il ruolo dei sottosegretari è importante. Lo stesso per la donazione della biblioteca di Eco. Si tratta di dossier che non sono di Lucia Borgonzoni o della Lega. Ma dossier che riguardano la nostra città".

Il Pd bolognese sparito dai radar del governo non l’ha presa bene...
"Capisco che possa spiazzare che si ritrovino una leghista come unica referente nel governo. Ma forse nel Pd si sono usate logiche di corrente che non hanno premiato le colleghe bolognesi. Ma il problema va oltre: a pagare lo scotto degli equilibri del Pd è proprio Bologna. Io, ad esempio, mi metterò subito in contatto con il Comune proprio per capire su quali priorità agire subito".

C’è già qualche tema caldo in agenda?
"Il comparto delle aziende piccole e medie della moda hanno chiuso i bilanci con magazzini pieni e casse di liquidità vuote. Si deve ragionare su come tutelare il made in Italy, evitando che finisca in mano a fondi stranieri. E visto che la promozione della moda e del design fanno parte del Mibact me ne occuperò sicuramente".

La Cultura, comunque, resta in mano all’Emilia-Romagna. Come prevede sarà il dialogo con il dem Franceschini (ferrarese) ministro, e lei sottosegretaria?
"La cultura è tutta emiliana. Non credo che con Franceschini avremo problemi, ci sentivamo anche prima che venissi nominata sottosegretaria...".

La sua nomina alla Cultura, però, è stata criticata. E c’è chi ricorda quella frase ‘non leggo libri da tre anni’...
"Non commento gli attacchi sui social, spesso uno sfogatoio... C’è comunque una parte di sinistra che rende la cultura divisiva, come se chi non fosse di quella parte politica non possa essere mai all’altezza... Ma la Lega è il partito che ha più assessori regionali alla Cultura, ben undici. Io che non leggo? Forse sono loro che non leggono per intero la mia dichiarazione. Parlavo di libri per svago, ma io leggo moltissimo. Ma soprattutto testi attinenti al mio lavoro".

Comunali in città. Pensa che Galletti possa correre appoggiato dal centrodestra?
"L’apertura ai civici, come ha anche detto il collega Ostellari, c’è. Ma prima parlerei di temi, poi di persone".

Se il Pd punterà su Lepore, per voi è meglio o peggio?
"Mi paiono ancora confusi. E divisi, anche se conoscendoli, magari chi lo attacca poi farà la campagna per lui. Comunque, per la cronaca, in tanti esponenti Pd mi hanno chiamata per congratularsi, Aitini compreso. Lepore, invece, non si è fatto vivo".