Stefano Bonaccini con la moglie Sandra (FotoSchicchi)
Stefano Bonaccini con la moglie Sandra (FotoSchicchi)

Bologna, 28 settembre 2014 - "Ovviamente sono molto contento, orgoglioso e onorato di questa responsabilità che mi hanno consegnato gli elettori. Mi ha appena scritto Matteo Renzi e sono stato al telefono un po' con tutti i nostri dirigenti della regione". Così, Stefano Bonaccini (la scheda), ha commentato il suo successo alle primarie per la candidatura alla presidenza della Regione Emilia-Romagna. "Questo è il primo tempo - ha detto l'ex segretario regionale - e come ho sempre detto la cosa più importante è il risultato finale. Finalmente ora avremo quasi due mesi per fare una campagna elettorale vera che è quella con gli avversari".

Il dato sulla bassa affluenza "non credo che indebolisca, ma penso che premi il coraggio e la forza di fare le primarie a prescindere", ha aggiunto Bonaccini (foto). "Ora - ha spiegato - tocca a noi dimostrare di entrare in sintonia con l'elettorato dell'Emilia Romagna". Sull'affluenza "ci aspettavamo di più. Ora si tenga conto di tre fattori. E' la prima volta - ha osservato il vincitore delle primarie - che si vota una primaria senza un traino nazionale. Secondo, abbiamo avuto quindici giorni reali per far compagna elettorale. Noi eravamo abituati a due, tre, quattro mesi. Terzo fattore è che forse, a chiamare gli elettori a votare ogni due o tre mesi - ha concluso - un po' di stanchezza la si sente".

Ma il primo a commentare l'esito del voto era stato lo sfidante Roberto Balzani, il quale, arrivato nella sede del Pd Emilia-Romagna, ha sorriso. "Risultato incredibile - ha detto - per chi aveva tutta la nomenclatura contro". E poi ha battezzato il capoluogo come la fetta di territorio che l'ha stupito di più: "Un 40 % a Bologna è clamoroso". Il calo di affluenza registrato nelle primarie in Emilia Romagna è "il frutto di una politica deliberata di non fare andare a votare le persone perché nessuno sapeva che c'erano le primarie e il partito non ha fatto niente per farlo sapere, è una strategia": questo il pensiero dell'ex sindaco di Forlì.