Bologna, 21 giugno 2021 – "Bologna è una regola. Il senso della politica è stato riscoperto, passa un profilo netto per i progressisti e i democratici. Come candidato sindaco intendo rivolgermi a tutti, ho parlato con Isabella anche stamattina e lavoreremo in squadra. Sarà con me in giunta? È presto per parlare di ruoli, dobbiamo vincere le elezioni". È un Matteo Lepore ecumenico, largo e inclusivo quello che stamattina ha incontrato i giornalisti nella sede PD di via Andreini, per commentare la sua vittoria alle primarie del centrosinistra contro Isabella Conti.

Bologna, Lepore correrà da sindaco. Vince l’asse con grillini e movimenti

E proprio da lei è partito nell'analisi del giorno dopo. "L'ho ringraziata, spero che la sua candidatura abbia fatto bene, l'ascolto della cittadinanza è stato un tratto comune".  Ha deciso di rimanere a San Lazzaro? “E' una scelta che le fa onore, ma questo non significa che non lavoreremo insieme", dice a Rainews24. Con lei, una "bravissima sindaca", sottolinea il candidato sindaco del centrosinistra, "parleremo del futuro di Bologna e sicuramente sarà una protagonista, anche perché dobbiamo costruire la Città metropolitana dal futuro, vorremmo essere la prima città metropolitana ad eleggere direttamente il sindaco metropolitano".

Poi la vittoria. "Ci siamo organizzati da settembre in diversi erano dubbiosi lì abbiamo convinti. Ci siamo messi in gioco e ora il candidato sindaco deve lavorare sui dossier del futuro metropolitano, sui prossimi 50 anni". Lepore darà grande importanza alla Fabbrica che costruirà il programma di coalizione. "Invitiamo tutti a partecipare, anche le forze di centro come Bologna civica. La squadra che ho in mente per la giunta ha per metà profili civici, che arriveranno anche dalla Fabbrica. Nella politica manca la rappresentanza delle persone, bisogna dare forza alle persone più fragili, è importante dare un segnale. La Fabbrica del programma dovrà vedere una forte partecipazione di tutti, tutti dovranno sostenermi anche quelli che sostenevano Isabella Conti. Sono state primarie schiette, mi aspetto di collaborare anche con Italia Viva".

Il voto per Lepore è arrivato soprattutto dalle periferie. "Siamo usciti dalla Ztl in maniera definitiva, dobbiamo ripartire da lì, per questo Bologna è una regola. Serve un centrosinistra chiaro forte e popolare, non ci sarà un candidato più civico più di me, siamo i più convincenti. Ringrazio il Pd e i militanti. Ringrazio anche quei partiti che arriveranno dopo e che parteciperanno alla Fabbrica". La stilettata al centrodestra. "Loro decideranno un civico in una stanza, non sono come noi, dietro ci sono sempre Salvini e Meloni. Molti imprenditori sono critici nei miei confronti, lo so, dovremo lavorare per convincerli".

Alla coalizione avversaria dedica poi un'altra stoccata: nel centrodestra "credo che sia evidente come in questa stagione ci sia una crisi di classe dirigente. Fa brutte figure in giro per il Paese soprattutto perché manca di classe dirigente radicata sul territorio, dove ce l'ha, ha dei buoni risultati. La differenza vera tra centrodestra e centrosinistra è la capacità di proporre figure serie e responsabili".

Lo sguardo, ad ogni modo, va già oltre. Mentre il candidato a Roma, Gualtieri, non farà spazio ai 5 stelle nella sua squadra in caso di vittoria, "io non farò nessuna promessa di questo tipo, perché noi ci siamo dati un metodo totalmente differente: mettere insieme il campo largo del centrosinistra con la Fabbrica del programma", dice Lepore.  “Congratulazioni a Matteo Lepore, vincitore delle primarie del centrosinistra a Bologna - scrive in una nota il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. Il nostro sostegno è pieno e deciso. Insieme lavoreremo per imprimere un nuovo corso alla politica locale e per alimentare un'alleanza territoriale che ha già raggiunto importanti risultati in diverse città. Avanti nell'interesse esclusivo dei cittadini”.

"Ho già annunciato che faremo una giunta metà donne e metà uomini, metà composta insieme ai partiti della coalizione che si confronteranno con me e l'altra metà composta dalla società civile", riprende Lepore. Quanto alla vicesindaco, "sarà una donna – conferma l'attuale assessore alla Cultura -, una lunga tradizione bolognese".

Infine la confidenza. "Non ho versato molte lacrime durante le primarie, ma l'ho fatto ieri sera per il messaggio di Walter Veltroni".

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Letta: Lepore sarà sindaco

È stata una "grandissima giornata di partecipazione e democrazia. Dimostra che abbiamo avuto ragione a farle. Sono molto soddisfatto: la strada della partecipazione è quella giusta. Il popolo centrosinistra ed è forte ed è in grado di battere le destre", esulta anche il giorno successivo il segretario del Pd, Enrico Letta, commentando le primarie. "Alla faccia di chi diceva che primarie sono vecchie. Il partito della partecipazione è il nostro. Abbiamo bisogno di Isabella Conti e di tutti e di allargare la coalizione. Lepore e Gualtieri saranno i sindaci di Bologna e Roma", ha concluso.

La battaglia delle primarie

La sfida non è mai stata in bilico e nelle periferie la palla non ha neanche toccato il campo da gioco: Matteo Lepore, candidato del Pd alle primarie di Bologna e ora anche aspirante sindaco per il centrosinistra, si è imposto nettamente (59,6%) su Isabella Conti, tessera di Italia Viva in tasca e in corsa da indipendente, sostenuta anche da esponenti dem di Base Riformista. La 'rivoluzione gentile' immaginata dalla sindaca renziana si ferma dunque alle porte di Bologna. "Il mio auspicio è che questa candidatura abbia aperto una breccia nel futuro", ha detto la Conti che poi promette lealtà all'assessore dem dopo i veleni che hanno caratterizzato le prime settimane di campagna.

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Una competizione mai così vera come in questa tornata. A confrontarsi sono state due personalità forti, due amministratori già esperti nonostante l'età: lui 41 anni, lei 39. Ma anche due idee di centrosinistra: Lepore lavora per realizzare una coalizione larga con dentro la sinistra e i 5 Stelle in linea con il progetto del segretario nazionale Pd. Non passa invece il progetto di Conti: una coalizione civica senza i 5 Stelle a cui hanno aderito anche i centristi.

"Era prevedibile che uscissimo sconfitti, eravamo Davide contro Golia, abbiamo riposto con la fionda ad attacchi complicati rinunciando ad opportunità più vantaggiose. Siamo stati ribelli e gioiosi, col vento in faccia e il sorriso di chi sapeva di stare dalla parte giusta. Abbiamo ottenuto un risultato insperato. Verrà il tempo per una donna", l'analisi di Isabella Conti che ha più volte lamentato di essere stata bersaglio di una potenza di fuoco ("avevamo tutti contro"). E non ha esitato ad attaccare Romano Prodi, padre dell'Ulivo, colpevole di una definizione 'pulp' sulle primarie ("deve scorrere il sangue prima per poi raggrumarsi in vista delle elezioni" l'analisi del Professore). Ma ora arrivano i cerotti sulle ferite di una campagna elettorale spinosa e al veleno. E il patto di lealtà tra i due ex sfidanti è stato 'bilaterale'. Determinanti per la vittoria senza sconti di Lepore sono stati i quartieri di periferia: al Pilastro (dove citofono' Salvini durante le regionali del 2020) si è imposto nettamente, come al quartiere Reno (altra zona popolare di Bologna) dove ha incassato oltre il 70 per cento delle preferenze. Conti invece ha prevalso in alcune zone del centro storico e sui colli.

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