Bologna, 5 maggio 2021 - “Sono orgoglioso del Pd. Tra me e Isabella non ci sono dubbi su chi tiene di più al suo partito”. Matteo Lepore, candidato dem alle primarie del centrosinistra, punge la sua rivale ai gazebo. E nel raccontare la sua idea di città, intervistato da ‘Cantiere Bologna’, parla anche dei gazebo che verranno. E delle regole che tanto stanno facendo discutere sia il Pd sia i potenziali alleati. L’assessore alla Cultura rivendica di aver sempre sostenuto le primarie, come strumento, e chiede che “siano il più aperte possibili, dicendosi favorevole anche al voto di sedicenni e fuorisede per far esprimere  tutti coloro che vivono la città” ovviamente nel campo di centrosinistra.

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E aggiunge: "I negazionisti non sono bene accetti", invitando anche gli altri contendenti (Aitini e Conti) a prendere posizione. E, proprio, sulle alleanze ricorda di “essere riuscito a unire il Pd sulla mia idea per Bologna”. Anzi, va oltre: “Credo che le nostre primarie del centrosinistra saranno un messaggio importante al centrosinistra anche delle altre città. Qui, dove nacque l'Ulivo, potremmo diventare il vero laboratorio del centrosinistra a livello nazionale. E sotto le Due Torri uscirà il metodo con cui si sconfiggeranno le destre nel 2023 alle Politiche”. Non attacca frontalmente la sindaca di San Lazzaro “con cui ci conosciamo dai tempi del Galvani” e propone una sfida sui temi come "sto facendo da settembre".

Lepore: "Pari opportunità con portafoglio"

“Per fare il sindaco di una città come Bologna ci vogliono molto coraggio, tante competenze e passione. Lei lo ha dimostrato, nel caso di Idice, anche se tutti i sindaci rischiano. Capisco, comunque, che ora voglia ambire a palcoscenici ben più importanti”.

Lepore, poi, torna sulla campagna elettorale, gli oltre 2mila attivisti coinvolti, la presentazione (domenica) dei 90 comitati di zona in sei quartieri della città. Rivendica poi i 10 anni da assessore, i risultati raggiunti sul turismo, il rilancio dei mercatini rionali, il Pug, il Piano urbanistico generale, che punta al consumo di suolo zero. Promette di rendere Bologna punto di riferimento italiano ed europeo per scienza e ricerca, di rilanciare le vie fluviali della città, di voler migliorare in senso ‘green’ il Passante su cui tanto si sta discutendo. Con un obiettivo: “Bologna sarà un comune da combattimento".