Casalecchio (Bologna), 15 gennaio 2020 - Una giornata bolognese iniziata male, quella di Matteo Salvini, che si è visto rifiutare l'ingresso nel bar di Casaleccgio, la Dolce Lucia (video)"Qui non facciamo da cassa di risonanza per nessuno. In questo bar non si fa campagna elettorale", chiarisce Gabriele Gandini - amministratore del locale - che aspetta a piè fermo Matteo Salvini sulla porta del bar nel quale Salvini sognava un caffè assieme ai suoi sostenitori.  "Mi hanno avvertito solo ieri sera, non si fa così", sbotta Gandini. "Faceva meglio a scegliere un altro bar".

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Ma quello di Casalecchio è solo l'antipasto: il leader della Lega ha incotrato molti contestatori durante tutto il cammino, anche se tanti sono anche i sostenitori che lo fermano continuamento, fra richieste di selfie e autografi (foto). Alla fine non si ferma al bar. Gli riferiscono dell'irritazione di Gandini. "Gli stiamo bloccando l'ingresso, poveretto. Ci ha pure ragione", sdrammatizza. 

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Alla Casa della conoscenza, Salvini viene contestato da alcune decine e di persone con le bandiere di Emilia-Romagna Coraggiosa e uno striscione 'Casalecchio non si lega' e cori di Bella Ciao. A dieci metri, Salvini incontra i suoi al banchetto della Lega. Presenti anche elettori del Pd che sventolano volantini di Bonaccini e grillini, muniti di bandiere.

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Tempo un paio di ore e il leader leghista si sposta nel capoluogo: alle 11,15, infatti, tappa al bar Tiffany di Via Emilia Marco Lepido n. 43 54/B. Anche qui ad accoglierlo ci sono alcuni contestatori, all'interno del locale era presente anche qualche esponente di Potere al Popolo. Poi la visita al mercato di Borgo Panigale.

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La macchina della campagna elettorale leghista ha toccato poi anche la Bassa, a partire da Castel Maggiore. Incontro con la cittadinanza presso il bar “Alter Ego Caffè” al Centro Commerciale Le Piazze di Via Pio La Torre 5/D. Pausa pranzo a Molinella, al ristorante ‘Taverna del marchese’ in via Provinciale inferiore.  Anche a Castenaso, quando è ormai buio, Salvini trova ad attenderlo contestatori, per lo più giovani che lo accolgono a suon di: "Vergogna, vergogna" e "Bella Ciao" (video).

"Ho scommesso un caffé non solo che vinciamo, ma anche di parecchio. Secondo me lo vinco", ha detto il segretario della Lega parlando a Bologna delle regionali. "Noi siamo nelle piazze - ha detto - dove ci accoglie un affetto che non mi sarei aspettato. Del Pd non c'è traccia. Nei prossimi giorni ci saranno anche Zaia, Fedriga e Fontana. La squadra della Lega c'è, i fantasmi del Pd non si vedono". 

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Salvini (video) ha poi incontrato il comitato che si oppone alla costruzione del tram e si è scagliato contro il Comune di Bologna, in particolare contro l'assessore ai trasporti Irene Priolo che nei giorni scorsi ha fatto partire delle diffide legali contro alcune persone che, su alcune pagine web di contari al tram, l'ha fatta oggetto di offese sessiste e minacce.
"A Bologna - ha detto Salvini - c'è gente che ha paura di manifestare: mi hanno detto che c'è qualche amministratore di sinistra che manda delle diffide di 20mila euro a degli anziani di 70 anni: dovrebbero vergognarsi. Ma il 26 gennaio ci prenderemo una delle soddisfazioni più belle della storia".

"I vaffa non mi spaventano"

"Non è qualche vaffa che mi spaventa". Il leader leghista Matteo Salvini fa spallucce di fronte alle ripetute contestazioni subite questa mattina sia a Casalecchio che a Bologna. Oltre ai gruppi che hanno cantato "Bella Ciao" e hanno protestato esibendo i simboli politici del Pd e di Potere al popolo, lungo la strada a Borgo Panigale anche semplici cittadini di passaggio in auto hanno urlato dal finestrino qualche offesa vedendo Salvini impegnato nel suo tour elettorale. 

"Ci sta - risponde però il numero uno del Carroccio - se qualcuno a sinistra ha come argomento solo 'vaffanculo' e 'fascisti, fascisti', in democrazia va bene così. Ci sta, basta che non alzino le mani coi poliziotti. Non è un vaffanculo che mi spaventa o mi disturba. Io mi tengo ben stretta la gente più silenziosa, che non va in piazza a far casino, che chiede lavoro, infrastrutture che servono e sicurezza, mentre c'è una sinistra che rischia di riportarci indietro di anni".

Poi la promessa a San Pietro in Casale: "I sondaggi dicono che siamo avanti. E' la prima volta in 70 anni che le elezioni in Emilia-romagna sono aperte. l voto di ogni donna e ogni uomo è quello che potrebbe fare la differenza", ha insistito il segretario leghista. "Se mi date una mano - ha aggiunto, rivolto ai sostenitori -, e vinciamo in Emilia-romagna, vi faccio una promessa: il giorno dopo vado a Roma a dire 'Ciao, ciao' a Conte, Di Maio, Zingaretti e compagnia cantante".

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E l'affondo agli avversari del Pd (video): "Sapete quanti sto trovando" in giro per l'Emilia-Romagna, "che mi fermano e mi dicono 'Io per una vita ho votato a sinistra, ma ormai non c'è più la sinistra di una volta'? Mi fanno vedere la tessera del Pci o del Psi che portano ancora in tasca. E adesso uno, da Berlinguer, passa a Renzi e Zingaretti ...".