Cesare Ferri, 59 anni, conosciuto da tutti con il soprannome di ‘Speggiorin’
Cesare Ferri, 59 anni, conosciuto da tutti con il soprannome di ‘Speggiorin’

Crespellano (Bologna), 13 dicembre 2015 - Ha incontrato la morte nel luogo che più ha amato nel corso della sua vita: il campo da calcio. Cesare Ferri, 59 anni, conosciuto da tutti con il soprannome di ‘Speggiorin’ è stato stroncato da un infarto, poco dopo le 11 della mattinata di ieri, mentre si apprestava ad ultimare i preparativi per la partita di calcio amatoriale del ‘Calcarasamoggia’, che si sarebbe dovuta disputare di lì a poco.

Nonostante la tempestività dell’intervento dell’ambulanza, giunta dall’ospedale di Bazzano in soli quattro minuti, allertata dal presidente della società, Claudio Lipparini, presente al momento del malore, i tentativi di rianimazione si sono purtroppo rilevati vani.

«La scomparsa di ‘Speggio’ – dice Gianluca Ravaglia, dirigente del Calcarasamoggia – , oltre a rappresentare un dolore indicibile, lascia un vuoto difficilmente colmabile nell’ambito societario. In segno di lutto la partita di prima categoria in programma oggi pomeriggio tra Calcarasamoggia e Lama 80 sarà annullata.

CESARE FERRI è stato fin dal lontano 1978 insieme a Valerio Landuzzi e ad alcuni altri ragazzi, il vero e proprio padre della società, essendone a tutti gli effetti il fondatore e mantenendone la carica di presidente per oltre vent’anni. Ma il suo ruolo è andato ben oltre tutto questo: la passione smisurata che ha dedicato al calcio si è manifestata quotidianamente in atti concreti. Si occupava di tutto: dall’innaffiatura del campo al disegnare le linee delle aree del cerchio di centrocampo, del dischetto del rigore, del lavaggio delle maglie e di tutte quelle attività necessarie, indispensabili alla gestione di un’attività sportiva. L’anima e il cuore della società.

IL FATTO che abbia esalato l’ultimo respiro proprio su un campo da calcio ha un che di romantico; probabilmente egli stesso, potendo scegliere un luogo di partenza per l’ultimo viaggio, avrebbe scelto proprio quello. Certo, il calcio rappresentava una parte molto importante della sua vita, ma la sua disponibilità e il suo altruismo si potevano percepire anche in altri ambiti: è stato donatore Avis per oltre quaranta anni, ha sempre partecipato ad iniziative di beneficenza e ad attività di volontariato. La sua scomparsa rappresenta una perdita importante per l’intera comunità di Calcara. Per desiderio della madre e della sorella, la camera ardente sarà allestita alle ore 11 di domani presso lo spogliatoio del campo sportivo di Calcara; fatto senza precedenti e ulteriore testimonianza dell’amore, ricambiato, di Cesare per questo sport. Le esequie si terranno martedì, alle ore 14,30 partendo in corteo dalle scuole di Calcara per il cimitero locale.