Bologna, 26 giugno 2018 - "Buonasera casa mia: benvenuti nel miglior scenario possibile". Sulle note di ‘Possibili scenari’, con la sua tastiera, Cesare Cremonini ha aperto il proprio attesissimo concerto allo stadio Dall’Ara

Un’attesa spasmodica per tutti i 40mila presenti, in fila da ore o addirittura da giorni, culminata con l’ingresso in scena da una botola, a luci quasi spente, mentre tutti trattenevano il fiato. In tribuna era presente anche Valentino Rossi

Cremonini è entrato in punta di piedi, a casa sua, davanti a cinque gradini e un tripudio di colori, indossando una giacca bianca, calzature ‘Fanga’ ai piedi. La città aspettava questo concerto da 40 anni, dalla storica esibizione di Lucio Dalla e Francesco Guccini. Un’emozione incredibile anche per lui, proprio ai piedi di quei colli bolognesi dove è iniziato tutto in sella a una Vespa.

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“È così splendido tornare a casa e così difficile allo stesso tempo – ha detto il cantante dopo ‘Kashmir Kashmir’, secondo brano in scaletta -. L’aria che ho respirato questa mattina appena sveglio e questi minuti prima di salire non era quella di un semplice tour. Non mi è sembrato giusto pensare ‘Ora vado e faccio il mio spettacolo’, perché qua io ci vivo. Lo spettacolo per me è altrove, tranne che questa notte”.

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Poi ‘Padremadre’, davanti ai propri genitori seduti in tribuna. Aveva detto che sarebbe stato difficile, ma 40mila voci hanno cantato insieme a lui, dandogli sicuramente una spinta in più. Bologna e Lucio Dalla. Due organi pulsanti della città, due capisaldi dell’esibizione del Ce, che per l’occasione ha indossato anche la nuova maglia del Bologna (sulle note di Marmellata 25) per la stagione 2018/2019, presentata proprio ieri. Indossare il rossoblù davanti ai 40mila del Dall’Ara, a casa sua, era un’occasione troppo ghiotta.

 

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L’omaggio a Lucio è partito fin dal pomeriggio, quando alle 16, fuori dallo stadio, si sono cominciate a sentire le parole de ‘L’anno che verrà’, ed è continuato sul palco. E viene difficile da pensare che Dalla non fosse lì, tra le stelle, pronto ad ascoltare. Commuovente anche l’esibizione di ‘Una come te’, tutta al pianoforte. Staccate le dita dallo strumento per qualche secondo, per il Dall’Ara si è alzato il coro ‘Oooooh oooh..ooooh ooooh’ e Cremonini si è lasciato andare, preso dall’emozione.

Oggi al Dall’Ara non ha giocato Roberto Baggio. C’era Cesare Cremonini, in un martedì di giugno, ma per la città è stata come una domenica. Una domenica ‘special’, attesa 40 anni.