Napoleone-Duce
Napoleone-Duce

Bologna, 5 maggio 2021 - È Napoleone o è Mussolini? Il dubbio resta, così come la magia del grande schermo, in cui tutto è possibile, anche mescolare immagini, personaggi ed epoche. In occasione del bicententario della morte di Napoleone, il 5 maggio 1821, la Cineteca ha restaurato un titolo incredibilmente misconosciuto, almeno vista la portata dei personaggi coinvolti: si tratta del film Campo di maggio, realizzato da Giovacchino Forzano nel 1935, "ispirato da un’idea di Benito Mussolini". Così, almeno, recita la didascalia iniziale.

Di certo il film , scomparso dopo la caduta del Fascismo, è un vera rarità. Venne restaurato una prima volta, in analogico, a Parigi, agli inizi degli anni Novanta. E’ stata quella versione ad approdare una prima volta a Bologna, per Il Cinema Ritrovato del 1992. Dopo tanti anni, l’introvabile Campo di maggio è ora online, per concessione di Ripley’s Film, sulla piattaforma Il Cinema Ritrovato fuori sala in una versione digitale unica al mondo. La storia della pellicola parte da lontano.

La prima pietra del film risaliva in realtà a cinque anni prima, quando, nel 1930, Giovacchino Forzano portava in scena al Teatro Argentina a Roma la pièce teatrale Campo di maggio : già all’apice del successo per i suoi allestimenti operistici– come autore di uno dei più felici libretti che la storia dell’opera buffa ricordi, quello del Gianni Schicchi di Giacomo Puccini –, Giovacchino Forzano era già entrato nel mondo del cinema quando, nel 1933, diresse un film propagandistico, dal titolo inequivocabile, Camicia nera , al quale il nome del regista rimase poi legato nell’immaginario successivo. Ma, rispetto a quella pellicola, in Campo di maggio venne fatta una scelta molto diversa, spostando i fatti un secolo indietro e scegliendo di raccontare gli ultimi 100 giorni di Napoleone. Il film, in cui venne letta la critica di Mussolini al parlamentarismo francese, riprende l’opera teatrale, ma la arricchisce di importanti e dinamiche scene d’azione – la fuga in nave dall’Isola d’Elba, la Battaglia di Waterloo – e ne accelera ritmo e tensione narrativa sfruttando le possibilità del mezzo cinematografico.

La sovrapposizione tra Napoleone e Mussolini è naturalmente la ragione stessa del film: visto con gli occhi di oggi, risulta curioso, su tutto, il ritratto di un Napoleone-Mussolini, interpretato da Corrado Racca (così come a teatro), come condottiero, amato senza esitazione dal popolo, avverso ai potentati corrotti, con l’obiettivo di unificare l’Europa in vista di un orizzonte di pace. Ma più ancora sorprende la scelta di rappresentare un episodio archetipico della sconfitta: la fine di Napoleone.
r. c.