Bologna, 21 ottobre 2017 - Cristiano Cremonini si dà al pop. Stanco di tournée lunghissime in giro per il mondo e dell’ambiente della lirica sempre più stretto per il suo spirito eclettico, il tenore bolognese ha registrato un album di canzoni, 4 brani originali e sei cover, con cui esprime il suo amore per la musica leggera. E per il lancio, previsto a fine novembre (il titolo ancora è top secret), gira un videoclip con la regia di Mimmo Verduci al Cavaticcio (VIDEO), sulla torre Prendiparte, nella piazzetta coi graffiti della Manifattura delle Arti e infine al Ponte della Bionda, per cantare la sua voglia di leggerezza nel singolo Libertà, immerso in un mondo di fantasia e fiaba, con personaggi allegorici, trampolieri, elfi, acrobati o gente comune. Alla direzione artistica (in una coproduzione con Emil Banca) e agli arrangiamenti del lavoro che sorprenderà il pubblico per trasversalità e crossover, c’è Roberto Costa, bassista e fonico, storico collaboratore di Lucio Dalla, ma anche di Ivan Graziani, Ron, Luca Carboni, Mina, Gianni Morandi, Luciano Pavarotti.

«Già da 5 anni – racconta Cremonini, che ha appena finito di girare una scena con balletto sulle sponde del Cavaticcio – avevo voglia di cambiare gente e mondo, per stare più a contatto con quello di tutti i giorni». E prosegue: «Il mondo della lirica è diventato elitario, anche se quello che è successo a Bologna quest’estate, con la terrazza del Comunale aperta al pubblico, mi fa ben sperare su un’apertura»».

Lui si sentiva in gabbia, però, a cantare l’opera: «Per due anni ho cantato il Requiem di Verdi e ho assorbito il suo livore, non ce la facevo più. Ho incontrato Paolo Zavallone, che ha composto per me brani e melodie e poi Roberto Costa, che mi ha lanciato una sfida, quella di scegliere di essere me stesso, di avere coraggio con gli arrangiamenti, a volte scarni ed essenziali, a volte forti e pieni di energia ma sempre in perfetto equilibrio».

Un pezzo come Libertà, ad esempio, arriva a un ritornello generato da un mantra indiano e scritto su tre livelli: lui che canta con una voce travolgente, sotto l’armonia jazz elegantemente elaborata e sotto ancora una ritmica con cassa in quattro quarti, da ballare.

«Ho sempre apprezzato Cristiano – racconta Costa – ma inseguivamo mondo diversi, lui quello della lirica e io quello di Lucio Dalla con cui ho suonato per 30 anni, poi una sera ci siamo incontrati a Porto Verde e abbiamo iniziato a parlare e lui mi ha detto che voleva fare qualcosa con Dallabanda, il mio gruppo, e io gli ho risposto con naturalezza che avremmo fatto Caruso». Da quell’esperienza Costa è passato alla produzione del disco, Cremonini si è liberato dal melodramma e insieme hanno solcato i giri del pop. «Ho sfatato una leggenda – rivela contento Costa – ovvero che nella classica i cantanti non abbiano una concezione del tempo pop, sentirete cosa fa lui».

Tra le cover ci sono Caruso e Piazza grande di Dalla, Beautiful that way e Memory, in duo con la bolognese Barbara Cola.

La stesura dei testi originali è stata fatta con Antonella Maggio, e i musicisti Frank Nemola, Cristiano Arcelli e Denis Biancucci collaborano alla realizzazione degli arrangiamenti.