Bologna, 13 febbraio 2020 - Nome Matteo Zanotti, 19 anni, di San Giovanni in Persiceto. Segni particolari: due anni di wrestling dai 14 ai 16 anni, musicista alternative-rock sotto il nome di Matthew Heartlezz (con all’attivo un po’ di singoli) poca fiducia nel mondo della scuola, inglese fluido, aspirazione a vivere all’estero, zero interesse per le serate in discoteca e il perditempismo tipico della sua età, amore per il cinema, perché racconta storie che restano immutate nel tempo. Con questo bagaglio di passioni ed esperienze che sanno più di un quarantenne che di un ventenne, il giovane bolognese è arrivato al set di Gabriele Muccino , con cui ha girato Gli anni più belli, in uscita oggi. Lui – che è al secondo film dopo La guerra a Cuba " di Renato Giuliano, girato a Crespellano – e un cast eccezionale formato da Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff e Emma Marrone.
Matteo, come è arrivato alla parte?
"Partecipando a un casting a Roma, dove sono andato lo scorso maggio, anche se non era un grande periodo della mia vita, ero un po’ demotivato. Volevo andare, fare il provino e tornare subito a casa, senza particolari speranze. Invece è andato molto bene, si vede che la rabbia che sentivo l’ho messa nel personaggio e ha funzionato".
Il suo personaggio è?
"Nel film sono Arturo, figlio di Emma Marrone che non sta più con mio padre, Claudio Santamaria, con cui ho un pessimo rapporto. Quindi ho dovuto simulare uno scontro col padre davanti ai direttori del casting, Laura Muccino e Francesco Vedovati, e poco dopo mi è arrivata una chiamata di Muccino in persona che mi voleva vedere: ho rifatto il provino e mi ha detto che avrei fatto il film. Ero incredulo, ma a giugno abbiamo iniziato a girare".
Dove ha girato le sue scene?
"Tutte a Roma, tra Cinecittà e la Garbatella".
Cinecittà...
"Un altro momento pazzesco, girare a Cinecittà è stato fantastico, un mondo magico, dove erano stati ricostruiti gli interni della casa di Micaela Ramazzotti".
Muccino è tra i suoi registi del cuore?
"Sì, mi piace, e c’è una bella coincidenza che mi lega a questo regista, perché quando feci il primo corso di recitazione tre anni fa a Roma, mi fu chiesto quale fosse il mio attore preferito e io, a bruciapelo ho risposto: Will Smith. Quando ho realizzato che andavo a fare un film con Muccino, che ha fatto film molto belli e che ha avuto anche Smith tra gli attori, mi è sembrato ancor più surreale".
Tra le sue caratteristiche di attore c’è anche quella di stage-combat. Cosa significa?
"Ho fatto due anni di wrestling, affascinato da questa forma di spettacolo tra teatro e atletismo poi ho smesso, è una disciplina bellissima ma anche pericolosa. Ma mi è rimasta la pratica e in un film posso affrontare certe parti perché sono capace di unire recitazione a combattimento".