Lodovico 'Lodo' Guenzi (FotoSchicchi)
Lodovico 'Lodo' Guenzi (FotoSchicchi)

Bologna, 12 giugno 2018 - Oltre 12mila bolognesi, giovani e meno giovani, fan di lungo corso e nuovi appassionati, si sono dati appuntamento sul Crescentone di piazza Maggiore per accogliere Lo Stato Sociale, nel concertone ospitato dalla città che ha dato i natali alla band. Ad aprire la serata è stato il Piccolo Coro 'Mariele Ventre' dell’Antoniano, diretto da Sabrina Simoni, con un medley delle canzoni che hanno fatto la storia dello Zecchino d’oro: "Il Coccodrillo come fa", "Il caffè della Peppina" e "Le tagliatelle di nonna Pina", per finire con "44 gatti", del 1968, interpretata anche dalla band bolognese. 

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Giovanissimi, liceali, universitari ma anche adulti che si sono scatenati sulle note della canzoni della loro infanzia. Gli animi tra il pubblico si scaldano e al grido “fuori, fuori” la band debutta sulle note della celebre canzone “Mi sono rotto il c***o”.  

Sono 12mila i cuori che battono sulle note di “Buona sfortuna” e di “Vorrei essere una canzone”. Le mani ondeggiano, la folla si muove all’unisono quando Lodo Guenzi, la voce del gruppo, irrompe con un monologo di protesta contro il ministro dell’interno Matteo Salvini e la sua compagna.

"A Sanremo si divertivano tutti tranne due, gli unici fuori dalla festa erano Salvini e la sua compagna, seduta dietro di lui per non metterlo troppo in ombra” - attacca il cantante tra l’esaltazione della piazza -, “guardandoli pensavo che se tu passi la tua vita a fare in modo che le persone non entrino a casa tua, sei il primo a rimanere fuori dalle migliori feste”.

Ma ad emozionare più che mai gli spettatori è stato il nuovo singolo, “Facile”, uscito il 25 maggio scorso e girato interamente per le vie del centro di Bologna. E' stata una lunga notte, dunque, la data bolognese del tour “Una vita in vacanza”, che ha visto alternarsi i singoli che hanno segnato l’esordio del gruppo fino ai fati di Sanremo. 

La band, del resto, non risparmia nessuno e, ringraziando il Comune di Bologna per la piazza, smuove le acque con una denuncia: “Basta ostilità verso gli spazi occupati che fanno vivere questa città e che sono perennemente sotto attacco, da Oz al Labas la scorsa estate”. Poi, dopo due ore di note e parole chiuse dal tormentone "Una vita in vacanza", le luci si sono spente e la vecchia che balla è scesa dal palco, mentre il pubblico si è allontanato senza alcun contrattempo, nonostante il grande afflusso di persone.