Bologna, 3 marzo 2021 – Il welfare state è duramente provato dalla pandemia. Lo Stato Sociale, per fortuna, no. O, almeno, non sembra, vista la carica con la quale i nostri Albi, Bebo, Carota, Checco e Lodo (in rigoroso ordine alfabetico) si stanno preparando a tornare nel luogo in cui tutto il mondo, per la prima volta, vide la vecchia band ballare.

Risale al 2018, infatti, l'ormai storica esibizione sanremese che consacrò il quintetto nato all'ombra del Nettuno fra le band più amate del Paese, forse anche perché, come da tradizione, arrivare secondi sul palco dell'Ariston porta davvero bene. Andò a finire così nel 2018, con la trascinante 'Una vita in vacanza' classificatasi subito dietro a 'Non mi avete fatto niente', di Ermal Meta e Fabrizio Moro, ma entrata immediatamente nel cuore di giovani e meno giovani. E chissà che stavolta, trascorsi tre anni vissuti davvero a mille all'ora, i nosti cinque 'régaz' non possano fare anche meglio al Festival di Sanremo 2021.

La strada scelta per puntare al colpaccio, del resto, è di quelle stuzzicanti, se è vero che la canzone in gara, 'Combat Pop', ha un testo che viaggia veloce e graffiante, a partire dal titolo, fra satira e citazioni più o meno colte e che, colpo di scena, a intonarla non sarà Lodovico Guenzi, bensì il bassista e seconda voce Alberto Cazzola.

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Questo perché il brano, con la sua intro parlata e un'anima rock che uscirà alla distanza, rappresenta il punto di arrivo di un percorso discografico del tutto inusuale, democratico, partecipato e progressista più di qualsiasi evoluta forma di stato sociale. Si tratta, infatti, di un EP corale, composto in totale da 25 pezzi e diviso, però, in cinque sotto-dischi da cinque tracce l'uno, ognuno intitolato con il nome del membro della band che lo ha partorito. E, dopo il turno di Bebo, Checco, Carota e Lodo, ora tocca proprio ad Albi, al quale fin qui mancava solo l'ultima fatica per completare la propria cinquina.

Così, se il 'Combat Pop' che fa da contrappunto ironico al 'Combat Rock' dei mitici The Clash sarà la prima traccia, quella finale sarà la toccante 'Equazione', dedicata all'amico Mario, scomparso a causa della leucemia, e i cui proventi, proprio per questo, saranno interamente devoluti all'Ail.

Ma dicevamo, strategia vincente per Sanremo a parte, i 36 mesi di fuoco, che si sono appena messi alle spalle i ragazzi de Lo Stato Sociale, sono trascorsi fra il lavoro a dieci mani, nuovi singoli, collaborazioni, partecipazioni e incursioni letterarie, televisive, radiofoniche e cinematografiche, che li hanno visti protagonisti tutti assieme o separatamente, moltiplicando le loro esperienze artistiche senza intaccare, nemmeno per un attimo, l'amicizia che da sempre li lega.

Per fare solo qualche esempio, brani come 'Sentimento estero', la 'DJ di m****' che ha coinvolto Arisa e Myss Keta e la più che attuale 'AutocertifiCanzone', passando per il featuring 'Una canzone come gli 883', la deandreiana 'Una canzone per l'estate' cantata con Cimini per l'album di cover 'Faber Nostrum' e il romanzo 'Sesso, droga e lavorare', senza dimenticare il documentario 'La piazza della mia città - Bologna e Lo Stato Sociale' e l'avventura di Lodo come giudice di 'X-Factor'.

Ora, però, all'Ariston sarà la notte di Albi, al quale Guenzi ha fatto sapere, su Instagram, che il suo Sanremo “è stato tre anni fa, non ce ne sarà mai un altro, e me l’hai regalato. Questo sarà il tuo”. Più amici di così...