Morris Donini
Morris Donini
Bologna, 7 maggio 2021 - Dopo mesi di chiusura, i luoghi di spettacolo hanno potuto rivedere la luce. Siamo stati vittime sacrificali di scelte calate dall’alto dettate non dai contagi, perché i cinema e teatri si sono dimostrati luoghi sicuri e sottoposti a protocolli anticovid scrupolosamente rispettati. L’umiliazione più grande è stata vedere il nostro settore...

Bologna, 7 maggio 2021 - Dopo mesi di chiusura, i luoghi di spettacolo hanno potuto rivedere la luce. Siamo stati vittime sacrificali di scelte calate dall’alto dettate non dai contagi, perché i cinema e teatri si sono dimostrati luoghi sicuri e sottoposti a protocolli anticovid scrupolosamente rispettati.

L’umiliazione più grande è stata vedere il nostro settore essere considerato superfluo e sacrificabile; io ho cercato di lanciare un grido di aiuto con l’intento di tenere vivo il ricordo dell’esperienza cinematografica. E’ per questo che quando è giunta la possibilità di riapertura dal 26 aprile ho voluto essere in prima linea, riaprendo il giorno stesso il Cinema Mandrioli di Cà de’ Fabbri e pochi giorni dopo il Cinema Italia di Castenaso, pur con le forti limitazioni, prima fra tutte il coprifuoco alle 22.

Ma era importante esserci, per dare un forte segnale di speranza e per poter riaccogliere i nostri spettatori. Sono orgoglioso che la ripartenza del nostro settore sia avvenuta per merito di tutte quelle "piccole" sale. Siamo noi, troppo spesso ignorati o ostacolati, che abbiamo spianato la strada. Rimangono comunque dubbi e incertezze sul futuro.

Occorrono regole chiare e condivise: molti film già pronti per le sale e usciti al cinema in altri mercati con successo in Italia ci sono negati dalle distribuzioni che preferiscono concederli al mercato streaming in esclusiva. Il "regalo" finale è arrivato dal ministro della cultura Franceschini che ha firmato un decreto che annuncia l’obbligo di uscita in sala dei film italiani, pena l’annullamento degli aiuti statali ma vengono accorciate le finestre di esclusiva della sala da 105 a 30 giorni. Questa azione rischia di uccidere definitivamente tutte quelle piccole realtà di seconda visione e i piccoli cinema.

di Morris Donini, titolare dei cinema Mandrioli e Cinema Italia