Il dj bolognese Rudeejay, nome d’arte di Rodolfo Seragnoli
Il dj bolognese Rudeejay, nome d’arte di Rodolfo Seragnoli

Bologna, 15 aprile 2017 - Anche i dj crescono. E, spesso, la musica che ascoltano e che accompagna la loro quotidianità, non è più quella ipnotica e ritmicamente ripetitiva che propongono nelle serate in discoteca. I gusti si evolvono, le loro produzioni anche. È successo a Rudeejay, nome d’arte di Rodolfo Seragnoli, dj bolognese celebre sulla scena internazionale per quella tecnica, molto particolare, chiamata mash up che consiste nel mescolare due brani famosi e trasformarli in una canzone nuova, originale.

Cosa succede quando un dj compie 30 anni?

«Entra nell’età adulta scopre nuovi suoni, subisce il fascino della melodia, del pop, della canzone ben costruita, anche in maniera tradizionale. Si accorge che inizia a esserci una differenza, inizialmente impercettibile, tra le sue passioni musicali private e quello che programma nei club. E questo influisce sul lavoro in studio di registrazione. Come nel mio nuovo disco, fresco fresco, Under the Same Sky».

Ci spieghi.

«Non ho più 16 anni, mi piace ballare, e far ballare sempre più persone rimane l’obiettivo della mia vita. Ma c’è altro, il rock, il pop, le produzioni sofisticate che partono dalla dance e poi diventano temi di straordinario impatto melodico. Penso a un gruppo inglese come i Disclosure, che, dopo gli esordi in discoteca, sono adesso una live band che si esibisce nei festival. A questa maniera di scrivere mi sono ispirato per il mio brano, che passa i confini delle pista da ballo per rivolgersi a un pubblico molto più ampio».

Anche le immagini del video restituiscono l’idea di un gruppo live.

«Si, nel video, la canzone è interpretata da una band tutta al femminile. Non è il solito clip del dj circondato da una folla osannate, Vogliamo trasmettere le sensazioni che viviamo durante un concerto da vivo, fatto con strumenti veri, musicisti autentici, emozioni. Più calore delle sole macchine elettroniche».

La cover di ‘Under the Same Sky’Cosa racconta il disco?

«Racconta me stesso, i testi gravitano proprio intorno alla fine di un’epoca e alla necessità di affrontare il futuro con i cambiamenti e le inevitabili difficoltà che comportano. Su questo si innesta la storia, decisamente attuale, di una relazione a distanza, di quelle nate per durare una notte e che invece si alimentano attraverso i social network. Situazioni nelle quali i ragazzi oggi si trovano molto spesso».

E le musiche?

«Il disco riflette le mie passioni, con una attenzione particolare per i suoni più in voga adesso. Io dal vivo uso molto i mash up, questo non succede nel disco, ma c’è comunque una fusione di elementi che arrivano dalla house music insieme a citazioni tropicali, che lo rendono molto ‘estivo’».

Ma questo disco porta anche un’altra novità importante...

«Sì, dopo tanti dischi realizzati per piccole etichette indipendenti, Under the Same Sky è stato fortemente voluto e pubblicato dalla Universal, una delle multinazionali della musica più note al mondo. Segno che il passaggio all’età adulta significa anche un mercato internazionale per le mie canzoni. Che in estate sarà possibile ascoltare nelle tante date già in programma sulla Riviera, dall’Indie di Cervia alla Molo Street Parade di Rimini».