Bologna, 21 settembre 2021 - Magia, talento e un pizzico di pazzia: se fosse un luogo sarebbe certamente la Rocchetta Mattei, se fosse un programma tv sarebbe 'Voglio essere un mago!" (video) la cui prima puntata va in onda questa sera su Rai2 dalle 21,30. Si tratta, per la precisione, di un reality-talent in cui dodici ragazzi tra i 14 e i 18 anni seguono lezioni di insegnanti esperti (il coordinatore e voce narrante è il mitico Mago Silvan) per poi trasformarsi da apprendisti in incantatori e illusionisti professionisti.

E come location alla scuola di magia è stata scelta la Rocchetta Mattei che è veramente perfetta, almeno a giudicare dall'entusiasmo dei giovani concorrenti (7 ragazzi e 5 ragazze) quando la vedono comaprire per la prima volta dietro a tornanti dell'Appennino bolognese. Nel team degli insegnanti ci sono Eleonora Di Cocco per le grandi Illusioni, Federico Soldati per il mentalismo, Jack Nobile, Hyde e Sbard per la micromagia.

Come nella migliore tradizione delle scuole di magia, il corpo docente sarà presieduto da un "magister", Raul Cremona, che avrà il compito di supervisionare gli "apprendisti" e gli insegnanti nelle loro attività. A vigilare su tutti, uno dei più grandi e famosi illusionisti al mondo: Silvan, "il mago dei maghi", narratore degli eventi che racconterà le evoluzioni di ognuno dei ragazzi. Ogni settimana, poi, i giovani apprendisti dovranno stupire gli spettatori con trucchi magici per delle vere e proprie verifiche che affronteranno in gruppo.

Sin dall'inizio i concorrenti saranno divisi in casate: le Volpi Rosse, le Piume D'Oro e gli Abisso Blu.  La squadra peggiore dovrà affrontare gli esami di sbarramento, in cui ogni componente della casata sarà a rischio bocciatura e, per evitarla, dovrà dimostrare di avere le competenze pratiche e teoriche necessarie per rimanere nella scuola. Tutti in gara quindi per conquistare il Diploma di mago ed il migliore tra loro si aggiudicherà la bacchetta d`oro.  

All'interno della Rocchetta, ogni casata avrà la sua stanza arredata con i propri colori, un luogo di studio e di svago per gli aspiranti maghi. Ci saranno però molti spazi comuni come l'Aula magna, dove gli apprendisti seguono le lezioni e consumano i loro pasti e il teatro, che ospita le prove degli spettacoli, le verifiche di casata e le esibizioni degli apprendisti. Per riposarsi a fine giornata ci sarà il dormitorio, sala circolare in cui tutti i ragazzi dormono insieme in letti a castello e la cui vita notturna è seguita costantemente. A tutto questo si aggiunge la stanza dei desideri, il luogo in cui gli apprendisti confessano ad uno specchio magico richieste e sogni con la speranza che siano esauditi.  

Nella Rocchetta i ragazzi trascorrono cinque settimane di divertimento ma anche di impegno per gli apprendisti. Dovranno infatti rispettare una serie di regole: isolamento rispetto al mondo esterno per evitare distrazioni, niente cellulari, divieto assoluto di lasciare il castello, indossare la divisa della casata, andare a letto presto e non entrare nelle stanze delle altre casate. Per i ragazzi gli attrezzi del mestiere saranno i più vari, perché tutto può diventare un oggetto magico, dalle carte da gioco, le monete e le colombe, una classica dotazione da prestigiatore, alle bombolette spray, fino alle paperelle di plastica o ai tablet.  

Nel castello fuori del tempo arriveranno poi i "Babbaloni": giovani influencer estranei al mondo della magia, ma veri e propri "maghi dei social".  Per conoscere meglio i protagonisti di "Voglio essere un mago!" è online una pagina dedicata al programma su RaiPlay , https://www.raiplay.it/programmi/voglioessereunmago/

La Rocchetta Mattei

La Rocchetta, recentemente scelta anche da Pupi Avati come set cinematografico, è creata a metà dell'Ottocento dal genio del conte Cesare Mattei. Venne costruita sulle spoglie di un castello medievale, e Mattei vi si trasferì nel 1859. Si rinchiuse poi in quel tripudio di torette, giochi ottici e passaggi segreti, conducendo una vita da signore medievale con tanto di corte. Negli anni seguenti, egli dedicò i suoi sforzi allo studio ed alla divulgazione della medicina alternativa che battezzò Elettromeopatia. Una pratica che gli diede una notorietà mondiale, tanto che i puoi preparati arrivarono nelle case di tutti grandi dell'epoca, perfino - si dice - anche alla corte degli Zar.