Piero Mazza, polisportiva Santa Viola
Piero Mazza, polisportiva Santa Viola

"Piacere, nonno Mazza". Piero Mazza, che ci ha lasciato ieri, a 75 anni, amava presentarsi così. Volto sorridente, sguardo aperto, tipica cadenza bolognese e un amore infinito nei confronti della pallacanestro. Prima alla Secchia Rapita, poi nel Triumvirato, Piero da diversi anni – dirigente appassionato e capace – aveva dato vita alla polisportiva Santa Viola.

Tifoso Fortitudo, ricordato ieri per il suo entusiasmo sia dalla Casa Madre, sia dalla sezione pallacanestro, Piero aveva scelto Santa Viola, negli ultimi anni, per creare un’oasi dove i giovani e non solo loro, potessero fare sport. Sport di ogni tipo, ma con uno sguardo particolare per i canestri. Piero, ricordava i trascorsi bolognesi del coach di serie A Maurizio Buscaglia, per il quale stravedeva e parlava di basket e derby, con il sorriso sulle labbra.

A Santa Viola, non solo per la polisportiva, lo conoscevano tutti. Piero, con il cappellino con la visiera calato sul naso e lo zainetto alle spalle, lungo via Emilia Ponente, alla ricerca di qualche impianto nel far giocare i suoi ragazzi. Una passione, quella per i canestri, trasmesso al figlio Michele – tecnico di minibasket – e ai nipoti (perché Piero era davvero nonno) Matteo, Lisa e Viola.

Venerdì, alle 13, nel Pantheon della Certosa, l’ultimo saluto a Piero, pianto dalla moglie Nadia, dai figli Michele e Milena, dai nipoti Lisa, Matteo e Viola e dalle persone che aveva conosciuto, parlando in allegria, di basket e di sport.

a. gal.