Luca Stanzani, 15 anni, gioca nei Knights
Luca Stanzani, 15 anni, gioca nei Knights

Bologna, 10 dicembre 2018 – Tra la via Emilia e Buffalo, negli Stati Uniti, con vista (forse) sulla Nfl. E’ la storia di Luca Stanzani, 15 anni, che è nato negli States, gioca nei Knights, all’interno della Clearwater Academy International e gioca quarterback. E’ nato negli Stati Uniti, Luca, ma la sue origini sono legate alla via Emilia, tra Modena e Bologna, perché il papà, Aldo Stanzani, è nato nella città della Ghirlandina il 13 marzo 1957.

Tutto parte da lì, da Aldo, che come tanti suoi coetanei, comincia a giocare a football americano, prima nel Diavoli Modena che diventano Falchi, poi nei Warriors. E nelle fila dei Warriors Bologna, nel luglio 1986, Aldo è uno dei protagonisti del successo dei Guerrieri al Superbowl. Aldo si ritira nel 1990 e prende la via degli Stati Uniti, per amore e per lavoro. Allena (anche se la professione principale è quello di odontotecnico ceramista a Boston) e fa lo scout per alcune high school dello stato del Massachusetts. Il 15 ottobre 2003 nasce Luca che, dal papà, eredita la passione. E, ora, è uno dei quarterback migliori della sua generazione. Si allena e studia, studia e si allena, Luca, che un giorno spera di fare del football la sua professione. Magari entrando dalla porta principale. Da una magica porta principale verrebbe da aggiungere, quella della Nfl.

Quindici anni e una maturità (del resto il quarterback in una squadra è quello che deve prendere le decisioni in un secondo, avendo la visione di tutti i compagni) fuori dal comune.

“In tivù – racconta Luca - vidi Michael Vick a Philadelphia. Parlai con mamma e papà che mi avevano iscritto nel frattempo alla squadra locale, i Clearwater Tornadoes. A scuola, poi, ho iniziato a giocare con i miei compagni. Non ho più smesso”.

Non ha visto giocare papà, perché si è ritirato prima della sua nascita, ma lo ha visto nei video: “una figata”, il commento del giovane. A Bologna c’è stato da piccolo.

“Avevo tre anni, l’ultima volta che sono venuto. I ricordi sono sfumati, ma impressa nella mia testa c’è una forma di parmigiano enorme. Dal punto di vista sportivo mi vengono in mente i Warriors e la Virtus per le esperienze di papà”.

Frequenta la Clearwater Academy International, un istituto privato non tanto grande a Tampa, in Florida. E per scendere in campo, Luca, deve dimostrare di essere bravo anche sui libri e sui banchi.

“Per poter giocare devo presentare la media del 9. Adesso sono in prima liceo, finora nessun problema. Sono concentrato dalla scuola e sul football. Mi piacerebbe trovare poi un buon college e giocare a football. Vedremo dove mi porta lo sport. La Nfl sarebbe un sogno, ma prendo quello che viene. Vorrei diventare, se possibile, un giocatore professionista. Se non si riuscissi, però, mi piacerebbe restare nell’ambiente. Ma più avanti potrò fare valutazioni migliori”.

Il football, per lui, è una scuola di vita.

“Penso che per un ragazzo sia molto importante sperimentare divertimento e impegno nello sport. E’ utile per affrontare la vita, presente e futura. Ti insegna a lavorare per ottenere risultati. E come si dice negli Stati Uniti, se non soffri non arrivi dove vuoi. La mia vita per il momento è tutta incentrata attorno al football. Mi alleno in palestra e vado a letto per recuperare forze ed energie. Durante l’inverno voglio provare a giocare a basket con la squadra della scuola, ma la mia agenda è già piena per il programma del football di fine stagione. Per cui non ho molto tempo da dedicare ad altri aspetti”.