Bologna, 28 agosto 2018 - L'addio di Ginobili - che negli ultimi tempi pareva nell'aria - è stato salutato dai volti più noti del basket Nba di ieri e di oggi. Tra gli italiani, l'orgoglio persicetano Marco Belinelli, compagno del campione argentino agli Spurs ma anche agli inizi a Bologna, ha affidato le sue emozioni in una lunga lettera alla Gazzetta dello Sport.

"Manu Ginobili per me e' molto piu' di un compagno di squadra. E' un idolo, e confesso che ho sempre cercato di imitarlo. Ricordo il nervosismo nei miei occhi quando mi allenai per la prima volta con lui alla Virtus: io 15enne, lui gia' fenomeno. Ho capito subito che non metteva soggezione, ma era umile ed educato. Aveva voglia di migliorare sempre e di vincere - scrive Beli -. Ho capito che sarebbe diventato ancora piu' grande perché faceva cose clamorose con una semplicita' tale da renderle devastanti. In Italia e in Eurolega prima, poi in Nba. C'e' stato anche quando sono andato in America, ben prima che giocassimo insieme con gli Spurs".

"Non mi sono mai trovato bene in campo con nessuno come con lui: bastava uno sguardo per intenderci. In coppia siamo stati devastanti - continua Belinelli -. Vincere insieme il titolo 2014 e' stato un sogno diventato realta', perche' siamo cresciuti insieme e gli anni da compagni di squadra sono ricordi indelebili. Da lui ho imparato a non farmi mai mettere i piedi in testa, ad avere sicurezza nei miei mezzi come ha fatto lui, che e' sempre andato avanti per la sua strada e facendo appassionare tutti al suo modo di giocare, da cui emergeva il suo grande amore per la pallacanestro e la sua voglia di vincere".

"Anche per questo - conclude l'azzurro - Manu arrivava alle partite preparatissimo: studiava gli avversari nei minimi dettagli, sapeva da dove preferivano tirare, i loro punti deboli. Capiva l'azione prima ancora che succedesse e a fare cose devastanti. L'uomo Manu era anche meglio, una persona genuina, umile e divertente, un padre e un marito incredibile. E, cosa che sanno in pochi, un patito della tecnologia. Lo avevo contattato di nuovo appena deciso di tornare a San Antonio, ma non gli ho mai chiesto se avrebbe smesso o no, anche se negli ultimi giorni avevo capito. Ora lo spogliatoio degli Spurs non sara' piu' lo stesso: non c'e' piu' lui, non ci sono piu' nemmeno Duncan e Ginobili. Dell'anno del titolo siamo rimasti solo io e Patty Mills oltre a Pop. Ma immagino di ritrovare Manu a San Antonio. E i suoi consigli, quelli del mio idolo, continuero' a cercarli".

Assieme a Belinelli, poi, ringraziamenti e parole d'affetto anche da due tra i più grandi (forse i più grandi in assoluto) degli ultimi 20 anni di Nba. A partire, a mezzo Twitter, da Kobe Bryant: "Sei un vero campione amico mio e uno dei migliori contro cui abbia mai giocato. Goditi la vita fratello. Te lo meriti". Chiude il coro, sempre su Twitter, LeBron James, che scrive: "grazie per aver giocato a basket nel migliore dei modi".