Bologna, 26 marzo 2021 - C’è un nome, Mubit, uno spazio, 400 metri quadrati all’interno del PalaDozza - con tanto di terrazza su piazza Azzarita -, uno costo (un milione e 50mila euro) e pure i tempi di realizzazione: 9-10 mesi. Lavori che, ufficialmente, sono scattati oggi, ma che procedono già da un mesetto a giudicare dai calcinacci che si trovano all’esterno di via Calori, uno dei quattro lati del PalaDozza. Il Mubit è il Museo del basket italiano che l’assessore allo sport del Comune di Bologna, Matteo Lepore, ha inaugurato oggi, in collegamento con il numero uno della federbasket, Giovanni Petrucci.

Il museo si svilupperà in uno dei quattro angoli del PalaDozza, quello all’incrocio tra via Calori e piazza Azzarita, che un tempo ospitava gli uffici del Coni. “Ci saranno contenuti permanenti e itineranti - racconta Lepore - ci sarà spazio per Virtus e Fortitudo, che qua possono rientrare quando vogliono. Ci sarà spazio per la Nazionale, che qua è di casa. Per la Nba e per l’Eurolega”.

Ci sono legami stretti con le Teche Rai, con la Lega Basket e con la Federbasket per avere storie e cimeli di qualsiasi tipo. Ci saranno contenuti multimediali per avere uno sguardo sul passato. L’idea di Lepore è quella di uno spazio aperto sette giorni su sette, tutto il giorno, o quasi, per richiamare turisti, quando la pandemia sarà finita. Allo studio, solo in determinate giornate, anche la pedonalizzazione dell’area esterna di piazza Azzarita, per rendere l’area, come già accade per la Nba, come un posto nel quale magari seguire le partite. I punti di contatto tra Mubit e le partite che eventualmente si giocheranno - la Virtus ora ha scelto la Segafredo Arena, la Fortitudo l’Unipol Arena - ci dovranno essere. Così come i punti di ristoro.

Sarà il salotto buono non solo della città, ma di tutta l’Italia”, aggiungere Lepore.  Al suo fianco Manuela Faustini, capo della progettazione, racconta come “saranno cambiati impianti elettrici e meccanici”. Previsto anche un ascensore per consentire ai disabili di salire nella terrazza all’aperto e giocare, discutere.

Mubit sarà un luogo di eventi e un museo in perenne divenire perché accanto ad alcuni pezzi rari e cimeli ci mostre e incontri ad hoc, con temi differenti. Il numero uno italiano dei canestri, Giovanni Petrucci, in collegamento da Roma, benedice “BasketCity” e la città dei canestri. A Roma lavorerà una squadra nella quale troveranno spazio Stefano Tedeschi, Enrico Campana, Mimmo Cacciuni, Francesco D’Aniello.

Tra i sogni - bisognerà contattare i collezionisti - magari esporre il pallone dell’Italia campione d’Europa a Nantes nel 1983. Pallone che è nelle mani attualmente di Charlie Caglieris, che di quella bellissima nazionale era uno dei tre playmaker con Pierluigi Marzorati e Roberto Brunamonti.

La selezione del progetto esecutivo è avvenuta tramite un Concorso di Idee indetto dal Comune di Bologna e Bologna Welcome. Un giuria internazionale, nel maggio del 2019, ha valutato i 22 progetti pervenuti scegliendo come vincitore l’elaborato realizzato da Valerio Vincioni, Edoardo Traversa, Emanuele Fortunati, Luca Tiozzo, Marcello Natalini e Giacomo Tampelli. Su questo si è successivamente deciso di basare l’effettiva realizzazione dello spazio.

“Ci esalta che la nascita del Museo del Basket coincida con il centenario della Federazione  aggiunge Petrucci -. Anche se il Covid ci costringe a distanza. Ci inorgoglisce che un ente museale, in una città che ama il basket, sia una forte testimonianza di quello che siamo stati e che riesca anche a dare importanti indicazioni per il futuro. Siamo all’inizio dei lavori di un Museo fortemente voluto dal Comune di Bologna, in una struttura che già di suo è uno dei templi del basket, e che nasce in un momento particolare per il Paese. Ringrazio l’assessore Matteo Lepore e tutta l’amministrazione per aver lavorato, con il suo staff, contro tante difficoltà, a testimonianza, ancora una volta, che il basket è vita, una vita che ci piace tanto”.

Chiude Giovanni Trombetti, presidente di Bologna Welcome che, gestendo l’impianto, si farà carico dei costi. “Il Museo del Basket Italiano si inserisce nel piano teso a valorizzare Bologna e la sua tradizione sportiva, sia come risorsa turistica che come asset per far crescere la città e proiettarla nel futuro, e che vede da due anni il PalaDozza protagonista di un progetto di riqualificazione e rinnovamento diffusi – dichiara Giovanni Trombetti -.Si tratta di un progetto ambizioso e tuttora unico in Italia. Siamo molto orgogliosi che questo primato spetti a Bologna e che l’offerta turistica si arricchisca di un altro importante tassello".