La notizia del ritorno di Marco Belinelli alla Virtus ha fatto il giro del mondo e non poteva essere altrimenti, dato che tra pochi italiani che hanno fatto il grande salto il ’Beli’ è l’unico ad aver vinto un anello Nba. Era il 2014, un anno magico per lui dato in quella stagione conquistò il titolo di miglior tiratore da 3 punti. Ad un movimento che spesso si distingue più per la sua litigiosità ed i suoi paradossi, non può fare che bene la storia di un giocatore che dopo 17 anni torna nel club che lo aveva lanciato, a maggior ragione se con lui quel club...

La notizia del ritorno di Marco Belinelli alla Virtus ha fatto il giro del mondo e non poteva essere altrimenti, dato che tra pochi italiani che hanno fatto il grande salto il ’Beli’ è l’unico ad aver vinto un anello Nba. Era il 2014, un anno magico per lui dato in quella stagione conquistò il titolo di miglior tiratore da 3 punti. Ad un movimento che spesso si distingue più per la sua litigiosità ed i suoi paradossi, non può fare che bene la storia di un giocatore che dopo 17 anni torna nel club che lo aveva lanciato, a maggior ragione se con lui quel club si mette prepotentemente in pista per la conquista dello scudetto e dell’EuroCup e lavorerà pure per la Nazionale, facendo crescere l’asse play-pivot composto da Pajola e Tessitori. Non sono d’accordo i tifosi della Fortitudo, che speravano Belinelli tenesse fede ad una promessa fatta 13 anni fa e che prima o poi lo avrebbe rivisto vestire la maglia dell’Aquila. Cose che succedono, soprattutto nello sport, come insegna la storia di Ibrahimovic che in Italia ha giocato per Juve, Inter e Milan dando sempre il massimo.

Che nella mentalità di Marco ci sia uno spirito slavo è la sua stessa carriera a dirlo: lanciato in serie A da Boscia Tanjevic, ha vinto uno scudetto ed una SuperCoppa con Jasmin Repesa mentre in Nba l’anello è arrivato con Gregg Popovich. Tutti allenatori legati a quella che una volta era la ex Jugoslavia e che hanno mantenuto lo spirito anche dopo la sua dissoluzione. Chissà se la storia si ripeterà anche in questa Virtus allenata da Sasha Djordjevic. Di sicuro tra i due c’è il feeling di chi pensa che quello che si fa vedere in partita è la diretta conseguenza di come ci si allena e in questo non ci sono scorciatoie. Una lezione anche per i tanti giovani che vorrebbero schivare la fatica sfruttando il loro feeling con il canestro senza dar peso a tutto il lavoro necessario per coltivarlo e migliorarlo. Chi si sta godendo il momento sono chiaramente i tifosi della V nera.

In un’annata dove i fans non possono essere sugli spalti, un’operazione del genere ha rivitalizzato l’orgoglio bianconero, anche di chi è abituato a godersi la squadra in modo elegante e silenzioso dal parterre. E’ il caso del professor Claudio Borghi, medico e specialista in medicina interna, a cui il club ha chiesto una mano per far svolgere a Belinelli tutti le visite a tempo di record. Il cuore virtussino ha risposto presente e così tutto è in ordine per oggi pomeriggio quando, a porte chiuse, Belinelli racconterà le sue emozioni per essere tornato a vestire la maglia bianconera. In attesa di vederlo all’opera, il suo arrivo ha già avuto un effetto importante nel mondo delle scommesse. Fino a mercoledì la vittoria dello scudetto da parte della Virtus era quotata a 6, ma da ieri mattina è scesa 3.5. Prima è sempre Milano con 1.35.

Massimo Selleri