GIANMARCO MARCHINI
Sport

Bologna, un boato da Champions. Orso e Odgaard stendono la Viola. I rossoblù volano al quarto posto

Con una grande prestazione corale, Ferguson e compagni vincono il derby scontro diretto per l’Europa. Terza vittoria di fila, Atalanta agganciata a quota 42 punti: atmosfera davvero da brividi al fischio finale.

Orso e Odgaard stendono la Viola. I rossoblù volano al quarto posto

Orso e Odgaard stendono la Viola. I rossoblù volano al quarto posto

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Chi c’era, una serata così se la ricorderà a lungo. Piena di fotografie da riempirci un album, piena di certezze da riempirci un sogno. La certezza, prima di tutto, che questo Bologna è una Squadra. Sì, con la maiuscola: vera, bella e solida al tempo stesso, pronta per volare in Europa. Fino a poco tempo fa il calcio si divideva tra giochisti e risultatisti: poi è arrivato Thiago Motta a coniugare le due filosofie, a far convivere pacificamente le due religioni sotto il cielo di Bologna.

Il due a zero, sofferto, ma netto, meritatissimo, contro la Fiorentina vale nella forma il quarto posto - condiviso a quota 42 con l’Atalanta -, ma è ancora di più significativo nei contenuti. In una notte, i rossoblù ribadiscono agli ultimi scettici (c’è ancora qualcuno?) di non essere più un felice esperimento o un interessante prototipo, ma di avere tutte le certificazioni per stare lassù e, soprattutto, per restarci fino alla fine.

Questa convinzione è figlia di una lunga somma di certezze, costruite e consolidate da Motta e confermate anche di fronte a una Fiorentina arrivata al Dall’Ara forte dei due precedenti stagionali vinti e motivata dalla prospettiva di piazzare il sorpasso. Partono forte i viola, con un pressing altissimo, che produce un paio di spaventi dalle parti di Ravaglia, rilanciato a sorpresa al posto di Skorupski. A sorpresa per noi, non per Thiago che sapeva benissimo come far male a Italiano. Proprio puntando sulla costruzione dal basso per arginare la pressione viola e colpire. E infatti le uscite del Bologna, il palleggio ostinato, spaccano la partita subito: all’11’ Orsolini fa le prove generali, sperperando una ripartenza di Zirkzee, poi un minuto dopo non sbaglia e batte Terracciano su un arcobaleno di Ferguson. Quinto gol nelle ultime cinque partite, due delle quali iniziate in panchina: questo Orso è una delle grandi certezze del 2024, così come lo era stato in tutta la seconda parte dello scorso campionato. Era, invece, un’incognita, Jens Odgaard. Ma il danese ha impiegato quaranta minuti scarsi per cambiare il punto da interrogativo a esclamativo. Due fugaci apparizioni, due reti pesanti. Pesantissimo il 2-0 siglato al volo praticamente sul primo pallone toccato (bello l’assist di Lykogiannis). Un gol che chiude la gara al 95’, ma soprattutto può avere un peso enorme nell’economia di una corsa all’Europa che si giocherà fino all’ultimo metro. Nel basket si chiama differenza canestri, in danese vai a capire come si dice: di certo, il gol di Jens porta i rossoblù in vantaggio nello scontro diretto con la viola.

Nuove certezze davanti, fondamentali perché arrivano quando Zirkzee vive una fase poco lucida sotto porta. Si ritroverà presto, Joshua, perché il suo talento è un pentolone di magie che nessun coperchio può contenere. Intanto, il Bologna ha ritrovato le certezze in difesa, con il secondo clean sheet consecutivo, in una notte in cui Beukema giganteggia e Lucumi non fa rimpiangere Calafiori, risparmiato per la battaglia di domenica a Roma in casa Lazio. Non ci sarà Freuler, diffidato e ammonito. Ma i rossoblù si sono arrampicati fin lassù con la forza del collettivo e delle idee. E adesso anche con la forza di un sogno, perché l’atmosfera sprigionata dal Dall’Ara al fischio finale è un motore che può portare lontano.