Bologna, Tacopina e Saputo (Foto Ansa)
Bologna, Tacopina e Saputo (Foto Ansa)

Bologna, 20 settembre 2015 - Adesso il Bologna è come era destino che fosse: con un uomo solo al comando. Meglio: con un solo uomo al comando. Joey Saputo. Sarà lui il nuovo presidente. Pensava che fosse meglio esserlo soltanto del suo Montreal ma, dopo la tormentata convivenza con Tacopina, si è arreso all’evidenza: a guidare un club di calcio deve essere chi ci mette i soldi.

Già, i soldi. Joey ne ha messi tanti, un’ottantina di milioni solo per iniziare l’opera di risanamento e di ricostruzione del Bfc. Una cifra spaventosa, probabilmente superiore a quella che il magnate canadese aveva in mente di stanziare quando iniziò la sua avventura bolognese. Di certo, abbastanza da indurlo a pensare che a fronte di un esborso del genere non avesse molto senso che a raccogliere gli onori del caso fosse quell’altro.

Quell’altro lo è diventato da qualche mese. In principio era l’amico Joe. Joe Tacopina da New York, ministro senza portafogli che, però, ha dispensato tanto entusiasmo a una tifoseria afflitta e quasi rassegnata all’affanno tale da arricchirlo di consensi e di simpatia. Tacopina non ha pagato debiti, ma ha avuto un ruolo determinante nel coinvolgimento dello stesso Saputo e nel dare al finanziatore la sensazione che Bologna fosse la destinazione ideale per un canadese con il ‘voglino’ del calcio europeo. Tacopina ha compiuto un mezzo miracolo e questo, forse, lo ha indotto a pensare di se stesso che il suo potere mediatico fosse forte quanto quello economico di Saputo.

E’ andata così: quando Tacopina ha iniziato ad ‘allargarsi’ è entrato in rotta di collisione con Saputo. Il proprietario pensava che esaurito il suo compito di ‘apostolo’ che divulga il verbo rossoblù, Joe indossasse i panni del fido scudiero e che la sua esuberanza lasciasse spazio a chi ‘fa’ calcio. Invece Joe nei panni del super eroe ci stava da papa, li indossava come fossero quelli di tutti i giorni ed era inevitabile che Saputo si domandasse ‘io che ci sto a fare, se questo non si accomoda su un vagone trainato dalla locomotiva che tocca a me guidare. Joe, in realtà, forte del suo mandato di presidente, non voleva vincoli né ordini di scuderia e per qualche mese quello rossoblù è stato un convoglio trainato da due locomotive. Joey ha chiesto quanto costasse eliminarne una e ha liquidato l’altro capo macchina. Sono stati insieme per dieci mesi circa: poco, ma più di quanto non riuscì a Guaraldi e Setti nel 2011.

Addio Joe, è finita per sempre. Tacopina ha accesso un enorme falò, che ha scaldato i cuori quando la temperatura era sotto lo zero: ha avuto un ruolo fondamentale e ha cercato di mantenerlo. Era umano che ci provasse, era quasi impossibile che Saputo glielo concedesse. Joe esce di scena con un cospicuo rimborso spese, ma senza l’applauso che avrebbe avuto se, dopo il salvataggio, avesse assunto un atteggiamento meno debordante.

Joey Saputo diventerà presto il trentunesimo presidente e il Bologna sarà a immagine e somiglianza di chi lo foraggia. Gli gioverà avere un solo punto di vista e una sola voce solista. 

di Stefano Biondi