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15 apr 2022

Carpani, specialista in promozioni "Anzola gruppo super: ci crediamo"

C Silver, la guardia aveva centrato il salto di categoria con la Sg Fortitudo. Ora è di nuovo primo in campionato

giacomo gelati
Sport
Manuel Carpani. ,. guardia persicetana classe 2001, al tiro libero
Manuel Carpani. ,. guardia persicetana classe 2001, al tiro libero
Manuel Carpani. ,. guardia persicetana classe 2001, al tiro libero

di Giacomo Gelati

Quando l’obiettivo è la vittoria di un campionato, l’abilità di fronteggiare gli imprevisti è ciò che traccia la linea fra vincitori e vinti: è una sorta di principio di reazione per cui ogni problema va combattuto con una forza uguale e contraria.

È ad esempio il caso di Anzola, capolista della poule promozione di C Silver (+2 sulle inseguitrici Cvd e Lugo), sul cui proscenio si sta ritagliando spazi via via più importanti la guardia persicetana classe 2001 Manuel Carpani, tornato in biancoblù dopo la vittoria della C Silver con l’Sg Fortitudo e, con 11,5 di media, il terzo marcatore della squadra squadra (16 punti contro Lugo lo scorso weekend).

Osservando il ruolino di Anzola (16-3) non si direbbe che avete avuto qualche problema, non crede?

"Ora le cose ci stanno andando molto bene, ma all’inizio abbiamo avuto anche noi qualche problema, legato perlopiù ai molti infortuni e a qualche caso di Covid. Però il nostro obiettivo di inizio anno era vincere il campionato e siamo stati bravi a compensare laddove ce n’è stato bisogno. Quando ad esempio si è infortunato Federico Parmeggiani eravamo dispiaciuti perché è una colonna portante della squadra: abbiamo capito l’importanza di controbilanciare questa assenza e chiunque sia sceso in campo ha dato il massimo".

Cosa caratterizza questa squadra?

"Siamo prima di tutto un gruppo affiatato, con giocatori che si conoscono da tanto tempo e che hanno cementato il proprio rapporto. Poi si vede la mano di coach Corrado Moffa, che deve gestire e orchestrare ragazzi con una forte personalità, come ad esempio Giorgio Baccilieri, Simone Parmeggiani e Mattia De Ruvo. A me sta trasmettendo molto e mi piace come allena: quando si arrabbia con me lo fa per il mio bene e questa cosa mi permette di alzare l’asticella".

Quando ha cominciato a giocare?

"Ho iniziato alla Vis Persiceto all’età di 8 anni grazie alla spinta della mia famiglia. Quand’ero alle medie ho avuto un’infatuazione con la pallamano, ma alla fine sono tornato sui miei passi. Alla Vis le mie figure di riferimento sono state i coach Marco Rusticelli, Stefano Bergamini, Marco Berselli e Gabriele Buratti. A loro devo tutto il percorso che dalle giovanili mi ha portato in prima squadra a 16 anni. Oggi vorrei fosse il mio lavoro e ci sto lavorando".

Come ha vissuto il basket ai tempi della pandemia?

"All’inizio è stata una sofferenza, anche perché restare chiusi in casa senza avere anche solo un giardino è abbastanza faticoso. Poi quando si sono allentate le restrizioni, e non ci si poteva ancora allenare regolarmente in palestra, andavo sempre al campetto per non perdere la mano. Questa cosa mi è stata di grande aiuto e ritrovare l’agonismo e la voglia di competizione è stato un attimo: dopo molto tempo che stai fermo il desiderio di giocare è alle stelle".

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