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31 lug 2022

Coperta corta e nervi tesi Il solo Arnautovic non basta

Il ko in Olanda certifica il ritardo della squadra: servono innesti, e in fretta

31 lug 2022
gianmarco marchini
Sport
Marko Arnautovic, 33 anni: 14 gol su 44 lo scorsa campionato li ha segnati lui
Marko Arnautovic, 33 anni: 14 gol su 44 lo scorsa campionato li ha segnati lui
Marko Arnautovic, 33 anni: 14 gol su 44 lo scorsa campionato li ha segnati lui
Marko Arnautovic, 33 anni: 14 gol su 44 lo scorsa campionato li ha segnati lui
Marko Arnautovic, 33 anni: 14 gol su 44 lo scorsa campionato li ha segnati lui
Marko Arnautovic, 33 anni: 14 gol su 44 lo scorsa campionato li ha segnati lui

di Gianmarco Marchini

Incubo di una notte di mezza estate. Il dramma, però, è che al risveglio era tutto vero. Il Twente ha tradotto in realtà le paure che da giorni albergano i pensieri dei tifosi: la paura di un Bologna indebolito dopo la cessione di tre titolari, ma anche la paura, ereditata dalla scorsa stagione, di un gruppo scarico a livello di motivazioni, di un ciclo tecnico forse arrivato a una fisiologica conclusione.

In Olanda questi timori hanno trovato conferme, con i rossoblù a palesare difetti strutturali molto grossi e un atteggiamento generale preoccupante. Nervosi, troppo nervosi per un’amichevole di fine luglio: il sospetto è che questa tensione sia figlia della frustrazione di non riuscire a esprimere un calcio corale. Un’ansia da prestazione che monta, mentre la stagione s’avvicina a grandi falcate. L’otto agosto - in pratica, dietro l’angolo - c’è il primo tagliando, in Coppa Italia con il Cosenza: gara da dentro o fuori. Sulla carta dovrebbe esserci poco margine per preoccuparsi. Sulla carta, appunto. Perché se i rossoblù sono quelli visti contro il Twente, possono davvero perdere con chiunque. La difesa sembrava un reparto in sciopero, il centrocampo un ufficio postale sotto organico il 27 del mese e l’attacco un deserto di idee con Marko Arnautovic nel ruolo di disperato predicatore.

E qui si apre un altro tema cruciale: il rischio di ’accontentarsi’ dell’austriaco, pensare che la sua presenza possa sopperire a tutte le lacune della manovra rossoblù. Pensiero pericolosissimo. Marko è il giocatore che da solo può risolvere alcune partite (anche tante), ma non può cambiare la sostanza di una stagione se attorno a lui manca un’architettura precisa di squadra. Servono innesti pronti per recitare subito da protagonisti. Il tempo per rimediare c’è e i processi nel calcio non si fanno mai a fine luglio. L’importante è non sottovalutare certi segnali chiarissimi. Anche se in lingua olandese.

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