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23 giu 2022

Dal ’nuovo Marocchi’ Menegazzo al muro Diop: attenti a quei cinni

23 giu 2022
giacomo guizzardi
Sport
Lorenzo Menegazzo, eroe della finale contro l’Inter con due gol (Schicchi)
Lorenzo Menegazzo, eroe della finale contro l’Inter con due gol (Schicchi)
Lorenzo Menegazzo, eroe della finale contro l’Inter con due gol (Schicchi)
Lorenzo Menegazzo, eroe della finale contro l’Inter con due gol (Schicchi)
Lorenzo Menegazzo, eroe della finale contro l’Inter con due gol (Schicchi)
Lorenzo Menegazzo, eroe della finale contro l’Inter con due gol (Schicchi)

di Giacomo Guizzardi

Per il futuro? Direzione Casteldebole. Dopo sette anni di gestione Saputo, entrato prepotentemente a livello economico nella gestione del settore giovanile del Bologna, i risultati, per ora quelli sportivi, iniziano a vedersi. Per l’Under 17 di ‘ieri’, vittoriosa in finale Scudetto, è necessario programmare anche il ‘domani’, che vedrà i classe 2005 approdare in Under 18 per provare a giocarsi nuovamente il titolo.

Da risolvere c’è la questione allenatore, con Magnani che verrà promosso nello staff di Mihajlovic e con la poltrona che rimarrà quindi libera, con Biavati che potrebbe compiere il terzo salto in tre stagioni e continuare a guidare i suoi ragazzi. Ma il domani ha bisogno anche di una visione che vada maggiormente lontana: di questa gestione si è sempre toccato il tasto dolente della mancata ‘creazione’ di giocatori utili per la prima squadra, e i classe 2005, congiuntamente ai 2004 sconfitti in finale Scudetto, saranno attenzionati speciali, proprio per capire chi tra di loro potrebbe servire da serbatoio per il calcio dei grandi. A partire dal capitano, Daniel Ferrante, sostituito all’intervallo della finalissima e poi presente nel momento in cui c’era da sollevare la coppa e dare il via ai festeggiamenti: arrivato a Bologna nell’agosto del 2019 dal Modena, è pronto a indossare la fascia da capitano anche l’anno prossimo; al suo fianco ci saranno Lorenzo Menegazzo, eroe della serata di Ascoli, mediano strutturato fisicamente e dai piedi fini, ex Cittadella, e soprattutto Manuel Rosetti. Mezzala ‘tascabile’, ma solo per la statura, arrivato dal Cesena dopo il fallimento della società bianconera, l’istantanea del suo modo di giocare a calcio è tutta nel gol del pareggio contro l’Inter: scatto per recuperare il pallone, stop da applausi e cambio di campo col suo mancino. Lunedì sera, su Sky, è stato definito il ‘nuovo Marocchi’ proprio dall’ex centrocampista del Bologna: subito battezzato.

Arretrando di qualche metro c’è Saer Diop: difensore centrale, nato in Senegal e trasferitosi a Russi, vicino a Ravenna, la maglia dell’Inter la ha vestita, ma senza eccessiva fortuna. A Bologna è arrivato via Imolese, dopo la parentesi in nerazzurro, e la prova monumentale di lunedì sera, condita dall’assist per il 2 a 2, avrà fatto aumentare i rimpianti dalle parti di Appiano Gentile. Il passato, fatto di due anni di campionati proseguiti a spizzichi e bocconi a causa della pandemia, è alle spalle: ora sguardo al futuro, che dietro l’angolo può nascondere, perché no, anche la Serie A.

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