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10 apr 2022

De Raffaele cerca i punti per inseguire i playoff: "Siamo motivati, la Effe è una squadra con talento"

10 apr 2022
Il tecnico della Reyer Venezia Walter De Raffaele, 53 anni (Ciamillo)
Il tecnico della Reyer Venezia Walter De Raffaele, 53 anni (Ciamillo)
Il tecnico della Reyer Venezia Walter De Raffaele, 53 anni (Ciamillo)
Il tecnico della Reyer Venezia Walter De Raffaele, 53 anni (Ciamillo)
Il tecnico della Reyer Venezia Walter De Raffaele, 53 anni (Ciamillo)
Il tecnico della Reyer Venezia Walter De Raffaele, 53 anni (Ciamillo)

Il coach della Reyer Walter de Raffaele mette le mani avanti diffidando tutti dal guardare la classifica e dal pensare che quella di oggi sarà una gara facile. "È lo stesso discorso delle ultime partite – spiega il tecnico lagunare - ci attende un altro impegno importante, in casa, contro una squadra per me di qualità, con giocatori importanti e il cui penultimo posto, anche per le ultime prestazioni, ne rispecchia poco il valore. La Fortitudo combatte per la salvezza, ma è una squadra con talento, perché James Feldeine è un giocatore di Eurolega, e poi hanno Brandon Frazier, lo stesso Pietro Aradori, che è tornato dall’infortunio facendo molto bene e poi hanno recuperato Gabriele Procida. E’ una squadra completa, lunga, e che adesso ha tanti giocatori: sarà una partita difficile, perché ci saranno motivazioni da entrambe le parte".

Venezia ha chiuso il girone d’andata non qualificandosi per la Final Eight e adesso cerca le vittorie necessarie per partecipare ai playoff. "Al di là del recupero di energie e della speranza di recuperare qualche giocatore, anche se non sarà così facile, dovremo continuare a chiedere l’attitudine e l’atteggiamento che abbiamo avuto in tutte le ultime prestazioni, perché comunque il sacrificio e la disponibilità tecnica e tattica ci sta ripagando al di là delle vittorie come senso di squadra. E questa è la cosa che a me interessa di più, perché è un’identità che finalmente abbiamo, per assurdo essendo in meno e responsabilizzando qualcuno in più, ma chiedendo anche sacrifici a chi, come Bruno Cerella, avrebbe avuto bisogno di un inserimento più graduale, ma giocoforza è dovuto rientrare subito a 100 all’ora".

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