GIOVANNI POGGI
Sport

Fortitudo-Caja, è un finale con il botto. Tedeschi: "Licenziamento per giusta causa"

Il patron sul coach: "Comportamenti e parole gravi verso la società, andremo per vie legali". Il futuro: "Ripartiamo con serietà e passione"

Fortitudo-Caja, è un finale con il botto. Tedeschi: "Licenziamento per giusta causa"

Fortitudo-Caja, è un finale con il botto. Tedeschi: "Licenziamento per giusta causa"

Chiude il primo capitolo della sua prima era in Fortitudo e ne apre contestualmente uno nuovo Stefano Tedeschi, presidente dell’aquila, che ieri, cinque giorni dopo la sconfitta contro Trapani in gara-4 di finale playoff, che ha sancito l’epilogo della stagione dei biancoblù, ha parlato in conferenza stampa al Paladozza. Un capitolo tutto da scrivere e dove sicuramente non sarà presente colui che è stato tra i principali protagonisti dell’annata appena conclusa, Attilio Caja. E il divorzio è un divorzio che fa rumore.

"Come anticipato questa mattina (ieri, ndr) al suo procuratore, Federico Paci, vi informo che abbiamo conferito ad un esperto di diritto sportivo il mandato di procedere con una contestazione di licenziamento per giusta causa – annuncia Tedeschi, facendo riferimento al tecnico lombardo -, essendo venuti a conoscenza di comportamenti ed esternazioni estremamente gravi nei confronti della società, anche in presenza di tesserati e non solo. Dispiace, ma non c’erano altre strade: ciò che è successo è qualcosa di molto grave e abbiamo ritenuto procedere in questo modo". Che l’addio fosse nell’aria era certo, soprattutto dopo le parole con cui lo stesso Caja nel post-partita di domenica scorsa si era virtualmente congedato da città e tifosi. Che diventasse così burrascoso, decisamente meno, dopo un campionato al vertice e dopo l’essere arrivati ad un passo dalla promozione in Serie A.

Un rapporto logoratosi di recente ed evidentemente arrivato ad un punto di non ritorno, motivo per cui la dirigenza Effe ha optato per questa drastica soluzione.

"Sono fatti recenti – spiega Tedeschi – scoperti nei gironi scorsi, altrimenti ci saremmo mossi prima. Abbiamo comunicato all’agente la notizia: con quest’ultimo ho parlato diverse volte nell’ultimo periodo, ma non con l’allenatore". Un addio al veleno - 343 giorni dopo il suo arrivo in biancoblù - che a prescindere obbliga la Fortitudo in primis a ritornare sul mercato allenatori, per pianificare quanto prima il campionato che verrà. "Problemi non ce ne sono e cercheremo con i miei collaboratori il profilo migliore, pur sapendo che perdiamo una figura importante sotto il lato tecnico. E’ andata così, ma certo non aspetteremo la metà di luglio come l’anno scorso".

Dalla nuova guida tecnica agli obbiettivi della Effe per la stagione 24/25. "Dovremo cercare un modo per migliorare i risultati di quest’anno e ce la metteremo tutta per crescere. Non avevamo fatto la squadra per arrivare ottavi, anche se in tanti la scorsa estate ci avevano battezzato come tali e, alla faccia dei gufi, è stato fatto un bel percorso. Vanno ringraziati tutti, dal primo all’ultimo, con umiltà abbiamo fatto quello che c’era da fare, è andata bene e ora ci rimboccheremo le maniche con un po’ più di tempo. Abbiamo un pubblico che in Italia non ha nessuno e per noi deve essere un vanto: è gente unica, solo per loro vale la pena faticare e soffrire. La nostra società è pulita, zero debiti: andremo avanti coi piedi per terra e totale impegno. Ad ogni modo, io faccio tutto per il bene della Fortitudo".

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