ALESSANDRO GALLO
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Frosini promuove la V nera. "Un club di vertice perché investe e pianifica. E Polonara si ritroverà»

Basket serie A L’ex pivot sull’eterna sfida con Milano: "Ci sarà un quarto atto"

"Un club di vertice perché investe e pianifica. E Polonara si ritroverà"
"Un club di vertice perché investe e pianifica. E Polonara si ritroverà"

Alessandro Frosini è tornato da qualche anno nella ’sua’ Verona, dove era esploso come giocatore di interesse nazionale. Compiuti i 51 anni la settimana scorsa, è il dirigente che sta cercando di ritrovare la A perduta.

Frosini, che idea si è fatto della nuova Virtus?

"Una buona squadra, talentuoso e profonda. Che ha tante cose giuste al posto giusto, per andare lontano".

Da tre anni la finale tricolore è tra l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna. Ci sarà una quarta puntata?

"Le premesse perché questa sfida si rinnovi anche alla fine di questa stagione ci sono tutte. Aggiungerei, come outsider, Venezia".

Virtus che, nel frattempo, ha messo in bacheca la terza Supercoppa di fila, la quarta della storia.

"Non mi stupisce".

Perché?

"Perché la Virtus è una società che investe e pianifica. L’attuale proprietà – dal presidente Zanetti al suo braccio destro Baraldi – ha speso bene le sue risorse. E questa Virtus è tornata dove un tempo si trovava la mia: in Eurolega".

Giudizio di Luca Banchi?

"Non ho mai lavorato con lui, ma lo conosco. Di più non poteva fare".

In che senso?

"E’ arrivato all’Arcoveggio e in soli tre giorni ha vinto un trofeo. Meglio non avrebbe potuto".

C’è un bianconero che lei conosce bene.

"Certo, Polonara. Achille è un giocatore istintivo, un ottimo atleta che regala verticalità. Veloce, agile, abile nel tiro da tre punti come nel correre in contropiede e nel rimbalzo d’attacco".

Ecco, il tiro da tre...

"Sì, l’ho visto anche in Nazionale. Ha sofferto perché non ha mai trovato il canestro. Io che lo conosco, però, non sarei preoccupato".

Ci spieghi.

"Semplice: Achille ha sempre fatto canestro. Come tutti i tiratori sta attraversando una fase non brillante. Ma il tiro da tre fa parte del suo bagaglio. E sono certo che lo ritroverà al più presto".

Virtus-Milano, possibile finale. Ma i bianconeri in Eurolega?

"Intanto sono al secondo anno nel massimo campionato. E questa è già una bella notizia. Poi ho letto che, giustamente, la proprietà vorrebbe arrivare ai playoff. Non sarà semplice, perché l’Eurolega è un ulteriore campionato che porta via energie. Ma questa Virtus ce la può fare a entrare nei playoff".

Ricorda l’ultima squadra italiana a vincere l’Eurolega?

"Devo fare uno sforzo di memoria (se la ride, ndr). Sì, torniamo indietro di 22 anni. Vinse la Virtus. E io facevo parte di quel gruppo".

A quando un’altra italiana?

"Bella domanda, non lo so. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi, torneremo a vincerla. Anche se in questo momento le spagnole, le greche e le turche hanno qualcosa in più".

Spagnole e greche c’erano anche ai suoi tempi.

"Sì, c’erano le turche che cominciavano a fare qualcosa di buono. Torneremo anche noi".

La Virtus deve essere fiduciosa?

"Sì, ci sono giocatori esperti, come Shengelia, Hackett, Dunston che conoscono bene l’atmosfera di Eurolega. E poi c’è Belinelli".

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