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29 apr 2022

La StraBologna è un amore lungo 40 anni

Mirko Fini, 59 anni, guida un gruppo che partecipò alla prima classica dell’Uisp e ci sarà il 22 maggio: "Allegria, sport e amicizia"

29 apr 2022
alessandro gallo
Sport

di Alessandro Gallo

Si chiama Mirko Fini, ha 59 anni, e lavora come sovrintendente nella Polizia Locale. Ma il segno particolare che lo contraddistingue, a ridosso di StraBologna, è che lui è uno di quelli – erano più di diecimila – che c’era nel 1980, quando la classica dell’Uisp cominciò a muovere i primi passi.

Il sindaco Matteo Lepore sarebbe nato solo qualche mese più tardi, a Palazzo d’Accursio c’era Renato Zangheri. Mirko e il suo gruppo di amici c’erano e furono immortalati ai piedi della fontana del Nettuno. Il prossimo 22 maggio, se possibile, tornerà nella stessa posizione, con qualche anno di più.

1 del nostro gruppo – racconta Mirko – c’era mio padre Dante, che oggi ha 81 anni. L’idea, in quella prima edizione, era di portare i figlie e gli amici in piazza. Per fare un po’ di corsa e di sport. In allegria e in amicizia. Anzi, per dirla come si diceva in quegli anni, ‘minima spesa, ma massima resa’".

Conserva mille ricordi, Mirko e, in casa, ci sono almeno 13-14 medaglie di StraBologna perché, pur non avendo partecipato a tutte le corse, il ritrovo in Piazza Maggiore, sul Crescentone è sempre stato un momento speciale.

Lo spirito non è mai cambiato: per questo motivo Mirko e i suoi amici del Gs Lovoleto hanno fornito agli organizzatori dell’Uisp e soprattutto a Nicola Fornasari alcuni dettagli per la realizzazione della maglia che tutti i runner sfoggeranno il 22 maggio.

"Abbiamo ritrovato anche l’immagine ci scattò Ramon Saavedra proprio sotto il Nettuno. E forse – aggiunge sorridendo – potremmo anche riuscire a mettere insieme materiale per una mostra, tra medaglie, magliette, locandine e altro materiale riconducibile alle edizioni precedenti di StraBologna. Il 22 maggio ci saremo noi, che nel 1980, eravamo dei ragazzi. Ma ci saranno, almeno con la maglietta sulle spalle, i nostri genitori, che nel frattempo sono diventati nonni. Che hanno superato gli ottant’anni, ma non hanno perso la voglia di divertirsi e ridere".

Già, perché StraBologna potrà essere interpretata in più modi. Per chi, cronometro alla mano, vorrà cercare di ottenere la migliore prestazione sulla distanza dei 10 chilometri – pur trattandosi di una corsa non competitiva e quindi senza un vincitore ufficiale – e per chi, semplicemente, vorrà fare una passeggiata nel centro di Bologna.

"Noi – prosegue Mirko – abbiamo pensato anche al dopo-StraBologna. Perché la voglia di divertirci è rimasta. Quindi, la corsa sarà anche un pretesto, una volta finita la corsa, per ritrovarci a tavola".

Da definire la ‘location’, anche se le idee non mancano: dalle classiche tagliatelle a tigelle e crescentine. Magari con pollo e patatine fritte, il tutto annaffiato da un Pignoletto ghiacciato.

"StraBologna – chiosa Fini – è movimento, goliardia e amicizia. Noi ci saremo".

Un gruppo di 22 persone, che nel 1980 erano dei semplici ragazzi. Oggi uomini e donne adulti, con lo stesso spirito. Quello della Bologna degli anni Ottanta.

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