Jabril Durham, 27 anni, conosce bene l’Europa per aver giocato nel campionato tedesco. Alla Fortitudo troverà Robin Benzing, miglior marcatore di ieri (Fiba)
Jabril Durham, 27 anni, conosce bene l’Europa per aver giocato nel campionato tedesco. Alla Fortitudo troverà Robin Benzing, miglior marcatore di ieri (Fiba)
Fortitudo Bologna 87 Pesaro 66 KIGILI : Ashley 11, Gudmundsson 9, Aradori 13, Zedda, Procida, Benzing 23, Manna ne, Richardson 10, Baldasso 7, Totè 14. All. Martino. CARPEGNA PESARO: Drell 7, Moretti 13, Tambone 7, Camara, Zanotti 5, Sanford 3, Larson 6, Demetrio 2, Delfino 12, Jones 11. Arbitri: Begnis, Borgioni e Dori. Note: parziali 20-15; 37-30; 58-46. Tiri da due: Fortitudo Bologna 2550; Pesaro 1537. Tiri da tre: 926; 923. Tiri liberi: 1012; 911. Rimbalzi: 41; 40. di Massimo Selleri La coppia di lunghi...

Fortitudo Bologna

87

Pesaro

66

KIGILI : Ashley 11, Gudmundsson 9, Aradori 13, Zedda, Procida, Benzing 23, Manna ne, Richardson 10, Baldasso 7, Totè 14. All. Martino.

CARPEGNA PESARO: Drell 7, Moretti 13, Tambone 7, Camara, Zanotti 5, Sanford 3, Larson 6, Demetrio 2, Delfino 12, Jones 11.

Arbitri: Begnis, Borgioni e Dori.

Note: parziali 20-15; 37-30; 58-46. Tiri da due: Fortitudo Bologna 2550; Pesaro 1537. Tiri da tre: 926; 923. Tiri liberi: 1012; 911. Rimbalzi: 41; 40.

di Massimo Selleri

La coppia di lunghi Robin Benzing e Leonardo Totè spinge una compattissima Fortitudo alla prima vittoria in campionato. La questione si fa dura e per questo motivo tornano i cori al PalaDozza: ufficialmente gli ultras stanno fuori e, quindi, non ci sono gli striscioni, ufficiosamente la passione per l’Aquila è così forte che c’è gente nella curva dedicata a Schull ed è pure parecchio rumorosa. Il ritorno di Antimo Martino viene immediatamente celebrato, un tributo meritato non solo per quello che il tecnico molisano ha fatto negli anni passati, ma anche perché è riuscito a pizzicare le corde giuste e a dare un sistema di gioco a un gruppo difficilmente allenabile.

Da oggi il suo compito dovrebbe essere un po’ più facile dato che la Effe ha messo le mani sul play statunitense Jabril Durham, classe 1994, alto 185 centimetri. Il regista che mancava all’Aquila. L’annuncio è atteso per oggi, non ci saranno i problemi sorti con Thompson.

Se cambierà l’assetto dell’Aquila – un regista vero in attesa del recupero di Matteo Fantinelli – non varierà la composizione del pacchetto degli stranieri con il taglio del lungo Groselle che, fin qui, ha offerto ben poco.

E la partita? Quando Jon Gudmundsson sigla il +11 (52-41) a 4’ dalla fine del terzo periodo, si ha l’impressione che l’esito della gara sia già scritto. La partita è ancora eterna e la Effe, non avendo un regista, riesce a gestire ed è costretta a giocare senza ragionare troppo.

C’è da soffrire e da ringraziare perché anche Pesaro non è poi così lucida, come del resto l’arbitro Roberto Begnis che è inciampato in una serataccia. Costretto a giocare in modo un po’ confuso in attacco, Martino ha comunque la possibilità di orchestrare una difesa che non lascia tanti spazi agli avversari.

L’ultimo quarto inizia sul 58-46 e il recupero degli ospiti arriva fino al -6 (63-57), ci pensa l’incontenibile Benzing, seguito da Tommaso Baldasso a rimettere 12 lunghezze tra le due squadre. Ci sarà anche il +16 (73-57) a 3’ dalla fine. Pesaro non ne ha davvero più e il PalaDozza festeggia. Senza Mancinelli, Fantinelli e Groselle è davvero tanta roba.