Alexandar Sasha Djordjevic, allenatore della Virtus Bologna (Ciamillo)
Alexandar Sasha Djordjevic, allenatore della Virtus Bologna (Ciamillo)

Bologna, 11 giugno 2021 – E’ stata una stagione lunga due anni, iniziata nell’estate 2019, interrotta per il Covid-19 durante la fase del lockdown, quando la Virtus Bologna sembrava essere lanciata verso un primo posto in stagione regolare e ripresa a pieno quest’anno con un inizio tra alti e bassi e un finale rossiniano in crescendo fino alla vittoria dello scudetto.

Dopo 20 anni le Vu Nere tornano a vincere un titolo tricolore, tanti troppi anni per quella che è BasketCity per cui, lo scudetto va celebrato come si deve. Ovviamente non ci sono insufficienze o bocciati e i voti, assolutamente soggettivi, sono frutto di questo straordinario finale di stagione.

ALEKSANDAR DJORDJEVIC: 10 e lode. Partiamo dal coach. E’ senza dubbio lui il primo artefice di questo trionfo. Coerente, deciso, mai banale ha confermato di avere in mano lo spogliatoio e si è visto che la squadra ha giocato anche per lui. Criticato per alcune scelte durante l’arco della stagione, anche dalla stessa società che lo aveva messo in discussione, ha cambiato e ha fatto cambiare marcia alla squadra durante questi playoff.
La vicenda dell’esonero lo ha reso forse più forte e lui ha dimostrato per primo di avere pace in testa e fuoco nel cuore.

MILOS TEODOSIC: 10. Il “mago” è il faro di questa Virtus. Punti, assist a profusione per i compagni, giocate spettacolari, ma anche tanta responsabilità quando la palla scotta, se poi come in queste finali con Milano inizia anche a difendere, a tuffarsi su ogni pallone allora non c'è ne per nessuno. Teodosic è stata l’emanazione in campo di Djordjevic, il campione a cui tutti i compagni hanno indiscutibilmente riconosciuto la leadership della squadra.

MARCO BELINELLI: 9. Il killer silenzioso di questa Virtus. Arrivato a campionato in corso è stata un’aggiunta fondamentale per Djordjevic. Lui unico ad aver vinto un anello NBA si è calato con umiltà nello spogliatoio portando la sua esperienza e la straordinaria qualità realizzativa. Se andavi a vedere le statistiche leggevi sempre di un bottino di punti decisivo e determinante per le sorti della Virtus. Le sue giocate e i suoi tiri hanno acceso l’entusiasmo di compagni e pubblico confermando il talento di un giocatore straordinariamente importante.

STEFAN MARKOVIC: 9. Ha iniziato la stagione tra alti e soprattutto bassi. Il Covid-19 che lo ha colpito, ma in generale uno stato di forma non eccelso, infortunio compreso, lo avevano sicuramente debilitato. E’ cresciuto come tutta la squadra, e non è un caso nei playoff. Duro, sempre nel lecito ovviamente in difesa, a Milano è stato l’uomo decisivo con una tripla sia in gara-1 che in gara-2 che hanno ammazzato il tentativo di recupero dell’Olimpia.

ALESSANDRO PAJOLA: 9. Il cinno è diventato uomo. Capitan Futuro sta diventando partita dopo partita imprescindibile per questa Virtus. E’ il miglior difensore bianconero e non solo, Rodriguez se lo sognerà a lungo, ma oltre alle responsabilità difensive ne ha assunto, non senza un filo di incoscienza tante anche a livello offensivo sia nella serie con Treviso, ma anche nella finissima con Milano.

KYLE WEEMS: 8,5. Idolo del pubblico, che in gara-3 gli ha regalato una vera e propria standing ovation e tanti meritatissimi cori. Sotto tono nella serie di semifinale di EuroCup con Kazan è stato colpito nell’ultimo periodo da un infortunio, ma si è brillantemente ripreso e presentato in grandissimo spolvero per i playoff. Mastino straordinario, stoccatore da fuori fantastico è stato probabilmente lui a dare il colpo definitivo alle speranze scudetto milanesi.

GIAMPAOLO RICCI: 8,5. Capitano coraggioso. Ce lo ricordavamo grande protagonista l’anno scorso, poi il lockdown, il campionato sospeso e il difficile avvio di stagione, ma rinascita in questa splendida cavalcata bianconera.

JULIAN GAMBLE: 8,5. Cuore e carattere e tanta forza fisica a favore della squadra. Di lui si può dire che è un pessimo tiratore di liberi, che il suo rendimento in attacco e in difesa è ondivago, ma per impegno, determinazione, volontà si è sempre battuto per la squadra, per il coach, per i colori bianconeri, avercene di grandissimi lottatori come lui. Ha passato un periodo difficile a livello personale quando il Covid-19 ha costretto tutta la sua famiglia all’isolamento, ma lui c’è e c’è sempre stato, un leone.

VINCENT HUNTER: 8,5. Per lunga parte della stagione è stato uno dei migliori della stagione dimostrando una solidità e una costanza che lo hanno portato ad essere tra i migliori sia campionato che soprattutto in EuroCup dove è stato a tratti immarcabile. Mezzi fisici importanti si è fatto valere anche nei playoff con un contributo, magari meno evidente ma con tante cose importanti per la squadra.

AMAR ALIBEGOVIC: 8. Altro giocatore cresciuto in maniera esponenziale. E’ il cruccio e la gioia di Djordjevic capace di azioni spettacolari e bellissime e di errori banali. Ad inizio stagione i due valori quasi 50-50, adesso la bilancia pende invece tutta a suo favore. Amar ha portato alla Virtus tantissima energia, verticalità, duttilità tattica, giocando da 4 ma anche da finto 5 e in questa finale mettendosi in saccoccia un elemento con Hines. Strepitoso.

AWUDU ABASS: 8. E’ arrivato in estate tra i proclami di una società che in lui confidava tantissimo, poi una partenza non facile, il Covid, l’arrivo di Belinelli e quel gioco che proprio sembrava non digerire. Vale quel che detto per Alibegovic da giocatore ai margini delle rotazioni a grandissimo protagonista nei playoff. Qualità, dinamismo, atletismo in attacco ma anche in difesa è un giocatore decisamente riprovato che ha messo in ambasce una Milano che ha faticato.

AMEDEO TESSITORI: 7,5. Prima il Covid-19 poi l’infortunio lo hanno tolto dai giochi nella parte cruciale della stagione, eppure lui fino a quel momento aveva fatto vedere lampi di luci importanti. Peccato per la Virtus e soprattutto per lui esser stato costretto ai box in un momento così importante.

JOSH ADAMS: Voto 7. L’exploit in EuroCup con Andorra nella serata delle 10 triple poi tanti alti e bassi. Djordjevic ha asciugato le sue rotazioni e lui purtroppo ne è uscito, un po’ per demerito suo, molto per merito di compagni di squadra, con Markovic, Pajola e Abass cresciuti tantissimo in questo finale di stagione. Si è comunque sempre dimostrato grande professionista: mai una parola fuori luogo, mai un atteggiamento sbagliato nei confronti di allenatore e compagni.

STEFAN NIKOLIC e LORENZO DERI: 6,5 La forza di una squadra sta nell’unità del gruppo. Nikolic e Deri sono stati due elementi che hanno aiutato la squadra negli allenamenti al momento in cui causa assenze e infortuni c’era maggiore necessità. Pochi minuti vero, ma impegno e professionalità non sono mai mancati.