Bologna, 16 aprile 2018 – Carattere, grinta e determinazione non mancano di certo a questa Virtus Segafredo. La riconferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, è arrivata sabato sera con la vittoria in volata a Torino nonostante i tanti, tantissimi problemi che la squadra ha accusato, prima, durante e dopo la sfida con i piemontesi.

Mancava Ale Gentile, si è scavigliato, di nuovo, Slaughter, era febbricitante e poi si è infortunato Umeh, mentre Lafayetteha giocato non nelle condizioni psicologiche dopo il furto subito in casa, ma nonostante tutto ciò la Virtus ha trovato forza dalla panchina, con Pajola e Lawson determinanti, un grande equilibrio in attacco e una difesa davvero imperforabile.

“Non piango mai, ma Ale Gentile non c’era, Slaughter s’è scavigliato e Umeh aveva la febbre, e poi la situazione di Lafayette, con i ragazzi che erano scossi – conferma Alessandro Ramagli - Abbiamo iniziato male, poi siamo cresciuti e abbiamo vinto con merito. Quando si è squadra, anche in queste situazioni le risorse in qualche modo si trovano. Avere vinto in questa situazione significa avere delle qualità di squadra che vanno oltre le statistiche, qui c’è gente che ci tiene e che ha gli attributi per centrare certi traguardi”.

A Torino è arrivata una vittoria fondamentale per la corsa playoff, con la Virtus che mantiene il sesto posto e ha praticamente eliminato i piemontesi. Adesso Ndoja e compagni torneranno in campo domenica prossima, alle 18.30 al PalaDozza, per una sfida altrettanto importante contro Varese, in quello che è un altro decisivo scontro playoff. Difficile rivedere in campo Ale Gentile, saranno da valutare le condizioni di Slaughter e specialmente di Umeh in previsione della sfida contro i lombardi.