L'esultanza della Virtus dopo la vittoria anche di gara 3 (Foto Schicchi)
L'esultanza della Virtus dopo la vittoria anche di gara 3 (Foto Schicchi)

Bologna, 9 giugno 2021 - Bologna, 9 giugno 2021 –  La Virtus sogna. Ma lo fa davvero perché si porta sul 3-0 in una finale scudetto che avrebbe dovuto vederla nei panni della vittima sacrificale contro l’Olimpia. Invece dopo le due vittorie, meritate, a Milano, si ripete anche tra le mura amiche. E lo fa con un approccio ancora diverso, dopo le due imprese al Forum. Grande partita in gara-uno, capolavoro in gara-due, come dice Djordjevic, poi la forza della difesa. Che nell’ultimo quarto non concede nulla a Milano.

Il punto "Ma quanto è bella la mia V nera? Djordjevic ha trasmesso energia"

E forse Djordjevic ha ragione quando, a fine partita, si lascia andare a «lo dico sempre, la prossima partita è quella più importante». E la prossima, venerdì alle 19, alla Segafredo Arena, potrebbe essere la più importante. Perché la Virtus è a una partita dallo scudetto. Che cosa succederà venerdì è difficile da prevedere. Ma intanto, con un ultimo quarto da Fort Apache – la talentuosa e lunghissima Milano segna solo 6 punti – la Virtus si regala una serata magica. Grazie a Weems che torna sui suoi livelli d’eccellenza. Regala equilibrio e canestri. E il rimpianto aumenta perché Weems ha giocato male solo una settimana in due anni. Quella della semfinale con Kazan. Ma l’EuroCup e il sogno Eurolega sono alle spalle. La Virtus sembra avere, Milano e coach Messina permettendo,  un futuro tricolore dietro l’angolo.

E prima? Prima si comincia con una piccola rivoluzione di Milano e un ritardo (nell’arrivo alla Fiera) di Aleksandar Djordjevic. Il tecnico serbo arriva alla Segafredo Arena con un po’ di patema d’animo perché rimane imbottigliato nel traffico della tangenziale. Messina, invece, complice l’infortunio di Delaney, cambia due dei suoi stranieri. Fuori l’infortunato Malcom e rinuncia a Leday, dentro il professor Micov e Tarczewski.

E’ Pippo Ricci, il capitano bianconero, a smuovere il punteggio con una tripla (3-0) e la Virtus vola sul 7-3. Risponde Milano con un parziale di 0-5, si segna poco e il primo quarto si chiude nel segno dell’equilibrio. Tra la fine del primo quarto e l’inizio del secondo, la Virtus piazza un parziale di 14-0  e raggiunge anche dodici punti di vantaggio sul 28-16. Ma proprio sul più bello, la Virtus si pianta, smette di segnare in attacco e subisce, nella sua area, la fisicità dell’Olimpia, regalando così rimbalzi offensivi e la possibilità di tirare anche 2-3 volte nella stessa azione.
In attacco Djordjevic si affida a Weems e, sul 30-31, è proprio lui con una tripla a ridare fiato a una Virtus che va al riposo con tre lunghezze di vantaggio.

Il tabellino

Virtus Bologna 76
Olimpia Milano 58
SEGAFREDO BOLOGNA: Markovic 4, Abass 6, Weems 23, Ricci 3, Gamble 2, Pajola 10, Teodosic 12, Alibegovic 5, Hunter 4, Belinelli 7, Nikolic, Adams ne. All. Djordjevic.
ARMANI MILANO: Rodriguez 4, Punter 11, Shields 14, Micov 8, Tarczewski, Hines 4, Datome 14, Moraschini, Wojciechowski, Brooks 3, Biligha, Cinciarini ne. All. Messina.
Arbitri: Begnis, Baldini, Bartoli.
Note: parziali 17-16;  37-34; 52-52.
Tiri da due: Virtus Bologna 14/34; Armani Milano 13/35. Tiri da tre: 12/32; 5/25. Tiri liberi: 12/16; 17/20. Rimbalzi: 46; 36.