Bologna, 18 aprile 2019 - Dopo lo spettacolo sul campo, con la pioggia di gol arrivata nella prima giornata del torneo, è arrivato lo spettacolo fuori dal campo, con la presentazione delle squadre che partecipano alla kermesse nell'anfiteatro di FICO. La quarta edizione di We Love Football ha vissuto questa mattina la sua grande festa, raccogliendo nell'anfiteatro del parco agroalimentare più grande del mondo quasi 500 ragazzi e ragazze. E se mercoledì, sul rettangolo di gioco, erano stati i grandi talenti delle 16 squadre arrivate da ogni parte del globo ad animare la giornata di WLF, sul palco ci ha pensato Alberto Zaccheroni a dare spettacolo, ben coadiuvato da Marco Antonio De Marchi (ideatore del torneo) e Stefano Bonaccini (presidente Regione Emilia-Romagna).

L'ex ct di Giappone ed Emirati Arabi, nonché allenatore di Udinese, Milan e Lazio, tra le altre, ha allietato il pubblico presente raccontando alcuni aneddoti della sua carriera e spartendo lezioni di cultura sportiva a 360 gradi. Si è scoperto, ad esempio, che la vera passione di Zac era il settore giovanile, “dal quale venni strappato per andare ad allenare i cosiddetti ‘grandi’ ormai parecchi anni fa”, ha spiegato il mister originario di Meldola, che nel corso dell'evento - condotto da Sabrina Orlandi - ha sottolineato più volte la sua ammirazione per la cultura giapponese, sportiva e non. “Se sono rimasto in Giappone quattro anni ci sarà un motivo - ha scherzato Zaccheroni -. In Asia ho vissuto l'esperienza più bella della mia vita, sia dal punto di vista professionale che umano. Ho resistito persino al più forte terremoto nella loro storia, ma ne è valsa la pena. Ho provato emozioni uniche e ho scoperto una cultura splendida, fondata sul rispetto e sulla correttezza. Una cultura da imitare”.

Infine, non poteva mancare una battuta sul Bologna, che Zac allenò tra il 1993 e il 1994. “Spero si salvi - ha detto - e sono convinto ce la possa fare. Conosco bene Sinisa Mihajlovic, l'ho allenato alla Lazio, anche se per poco: era uno di quei calciatori che leggeva prima la partita e fa lo stesso oggi che è mister. Ogni tanto vive ancora la panchina da giocatore, di pancia, ma è una garanzia. Lo dissi appena arrivò in rossoblù e finora i risultati mi stanno dando ragione”.

Il mister del Weston durante l'evento di Fico

Toccante il momento in cui De Marchi ha ricordato Christian Esmerio Candido, l'estremo difensore del Flamengo scomparso lo scorso febbraio nel terribile incendio avvenuto nel centro sportivo del club brasiliano, al quale è stato intitolato il premio di miglior portiere del torneo a partire da questa edizione. Gli applausi scroscianti di tutti i presenti hanno ricordato al meglio la memoria di questo giovane ragazzo strappato alla vita troppo presto. A seguire sono stati chiamati sul palco capitani e dirigenti di tutti i club maschili e femminili, premiati con una targa ricordo, così come le associazioni EDU In-forma(zione) Bologna Asd Scuole Calcio Renzo Cerè e FFM Frame Football Malta, che domani venerdì 19 aprile scenderanno in campo al “Biavati” (ore 15) per una partita di solidarietà il cui incasso sarà devoluto in beneficenza.

Poi è stata la volta di Stefania Tschantret, organizzatrice del torneo. “Questo evento richiede almeno un anno di preparazione - ha detto la presidente di Oblivion Production -. Qui si gioca a calcio e ci si diverte, ma c'è anche la possibilità di visitare una città meravigliosa come Bologna. È un'esperienza che ricorderete per sempre. Quest'anno abbiamo organizzato anche la partita tra il Team di We Love Football e il Mei (Meeting Etichette Indipendenti) di Giordano Sangiorgi, nel corso della quale Paolo Mengoli ha parato di tutto, a dimostrazione che noi non siamo solo calcio ma anche musica e cultura”. E a proposito di musica, la chiusura è spettata a MaLaVoglia che ha cantato dal vivo l'inno della NAIA (Nazionale Artisti Indipendenti Associati), squadra del Mei, intitolata “Non siamo tutti calciatori”, che ha riscosso grande successo tra ragazzi e ragazze.