Cesena, 22 giugno 2018 - La voce è quella di sempre, chiara, da combattente. Il patron del Cesena Giorgio Lugaresi da ieri è tornato in ufficio per guidare le operazioni del tentativo di salvataggio dal fallimento del club. E’ reduce da due dei giorni più difficili della sua vita, pur caratterizzata da lutti pesanti. Martedì scorso infatti, dopo che l’Agenzia delle Entrata ha bocciato la proposta di transazione fiscale del debito, ha scritto per mail una lunga lettera dove manifestava propositi suicidi soprattutto per non essere riuscito a salvare il sodalizio e l’impiego di tante famiglie a lui care. Ora ha presentato un nuova richiesta di transazione fiscale all’Erario, i tempi per l’iscrizione sono strettissimi ma insieme ai suoi collaboratori non desiste.

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Presidente come sta?

«Mi sto riprendendo. Di notte non riesco a dormire ma sono tornato al mio posto di lavoro. Non mollo, ora esiste una nuova proposta, ci proviamo fino in fondo».

In quella drammatica lettera i toni erano ben diversi, si era arreso e annunciava l’estremo gesto.

«Un momento di disperazione, di sconforto. Non mi era mai successo».

E dire che lei ha avuto lutti pesanti e nella sua passione la caccia si è trovato davanti anche ad animali feroci.

«Farò di tutto per salvare il Cesena, il lavoro di tante famiglie che con una passione incredibile anche oggi (ieri) sono qui al mio fianco per un’altra proposta all’Erario».

Cosa l’ha fatta desistere da quello che aveva annunciato?.

«Mio figlio Michele (fotografo e da anni tra i più stretti collaboratori di Jovanotti). Martedì quando ho spedito la mail mi ha telefonato subito, il mio cellulare per caso era ancora acceso. Sentire la sua voce mi ha fatto rinsavire, ho visto uno spiraglio di luce nel buio. Sì, mi ha salvato la vita».

Ora quali sono i suoi pensieri fissi?

«Fare sopravvivere il Cesena, è pronta una nuova proposta di transazione fiscale, ci crediamo, abbiamo messo in fila tante cose come ci è stato chiesto. Poi mia moglie».

In che senso?

«Francesca adesso sta peggio di me, è preoccupata, l’ho fatta stare molto male».

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Quella lunga lettera era anche pesantissima, ha lanciato gravi accuse a tante persone.

«Lo so e chiedo scusa. Ero fuori di testa, non avevo mai reagito in quel modo. Non sono una persona plateale, ero sempre riuscito a tenere un certo equilibrio e mi creda di momenti delicati e tragicio ne ho avuti».

Quindi?

«Ho detto cose che non pensavo di alcune persone. Mi scuso ancora iniziando da chi lavora all’Agenzia delle Entrate: so come operano, la delicatezza della loro professione, li rispetto. Poi mi è rimasta impressa una telefonata».

Di chi?

«In tanti mi sono stati vicini. Toccante e illuminante è stata la chiamata di un amico che ha vissuto una esperienza come la mia e ha perso tanto. Mi ha consigliato di non avere paura, che si va avanti sempre, di tenere botta».

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Presidente è il momento più difficile della storia del Cesena Calcio.

«Non molliamo, abbiamo lavorato tutta la giornata per presentare una nuova proposta all’Erario. Sono abituato alle difficoltà, ereditai il Cesena da mio padre Edmeo nel 2002 e mi creda la situazione era difficilissima, anzi di più». 

A suo figlio Michele cosa ha detto?

«Le sue parole di martedì pomeriggio resteranno sempre nelle mie orecchie. Se sono vivo è solo merito suo».