Cesena, 24 giugno 2018 - Tanto tuonò che piovve: dopo settimane di apprensione legate alle due richieste di transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate, e docce fredde per le risposte negative, ieri è arrivata un’altra mazzata sul capo dell’Associazione Calcio Cesena: la Procura della Repubblica di Forlì ha notificato l’istanza di fallimento presentata mercoledì scorso al Tribunale che a breve fisserà l’udienza.

L’istanza di fallimento è basata sui due provvedimenti con i quali l’Agenzia delle Entrate ha respinto le proposte del Cesena che vorrebbe dimezzare i 40 milioni di debito con l’Erario (si tratta soprattutto di Iva non versata nell’arco di diversi anni, sanzioni e interessi) e pagarli a rate in vent’anni. Nel provvedimento di diniego ci sono pesanti valutazioni sulla mancanza di garanzie per il pagamento dei debiti fiscali e sulla situazione finanziaria del Cesena il cui patrimonio netto è diventato negativo, cioè i debiti hanno superato l’intera consistenza patrimoniale della società. Si tratta di una condizione che rappresenta l’anticamera della liquidazione o del fallimento.

L’agenzia delle Entrate ha rilevato un debito complessivo di oltre 73 milioni di euro, ma il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi, contesta questo dato sostenendo che vi sono compresi oltre 19 milioni di debiti che si compensano con i crediti per la compravendita di calciatori, per cui in realtà l’indebitamento è di 54 milioni. Resta il fatto che il bilancio dell’esercizio 2016-2017, chiuso con una perdita di due milioni di euro, non ha ricevuto il ‘via libera’ dalla società di revisione legale Audirevi, mentre il collegio sindacale non ha rilevato motivi ostativi all’approvazione del bilancio, pure in presenza di dubbi legati alla realizzazione del piano di ristrutturazione dei debiti.

Ma c'è dell’altro: sulla base dei risultati di un’ispezione effettuata nel mese di marzo 2018 dalla Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio) che avrebbe rilevato gravi responsabilità da parte degli amministratori, con una proceduta innovativa la Figc ha avviato un’azione civile in base all’articolo 2409 del Codice Civile, chiedendo al Tribunale delle Imprese di Bologna di effettuare una verifica dei comportamenti non corretti segnalati dalla Covisoc. In caso di conferma ci potrebbe essere la revoca degli amministratori e la sostituzione con un commissario che potrebbe gestire un esercizio provvisorio per preservare il patrimonio e l’impresa. La prima udienza è stata fissata per venerdì prossimo, 29 giugno. Il Cesena come società e il presidente Giorgio Lugaresi sono assistiti dall’avvocato Mattia Grassani, gli altri amministratori dall’avvocato Fabrizio Fanti.