Il Cesena calcio (foto Luca Ravaglia)
Il Cesena calcio (foto Luca Ravaglia)

Cesena, 21 giugno 2018 - È ancora tutto in divenire. La notizia del no dell’Agenzia delle Entrate è ancora fresca e, ancor più fresca è quella che vede la società aver ripresentato all’erario un nuovo piano di ristrutturazione del debito, tentando il tutto per tutto per cercare di rimanere aggrappati con le unghie e con i denti in B.

Tutti però, realisticamente parlando, sanno che serve – se non addirittura è vitale – un piano B, per cercare di evitare in tutti i modi di lasciare Cesena e tutta la Romagna senza il cavalluccio, vero simbolo del calcio locale. La situazione è estremamente delicata e mutevole e quale possa essere il futuro calcistico di Cesena ancora non è dato saperlo. Le ipotesi sono tante, la più ottimistica dice serie B (in caso vadano a buon fine il nuovo piano e il conseguente ricorso, ma è difficile), la più realistica invece serie D (fusione col Romagna Centro o creazione di una nuova società, ma i tempi stringono). Quel che è certo è che è da scongiurare con tutte le forze l’ipotesi peggiore: rimanere un anno senza calcio. Per tentare di evitare tutto questo sta lavorando anche Rino Foschi che, dopo essersi allontanato dalla società con una lettera di dimissioni lo scorso 28 maggio, ora sarebbe a caccia di imprenditori per costruire una cordata capace di ricominciare subito a far calcio anche in caso di fallimento.

LEGGI ANCHE Il passivo ammonta a 73 milioni

PRESIDENTE_31932596_151727

LEGGI ANCHE L'incredulità dei tifosi: "Non riusciamo ancora a crederci"

Anche nelle sale di palazzo Albornoz si sta lavorando. Così il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e l’assessore allo sport Christian Castorri stanno acquisendo informazioni sulla difficile situazione. «Sin da martedì sera – spiegano i due–, non appena abbiamo appreso che l’Agenzia delle Entrate ha respinto il piano per la ristrutturazione del debito, siamo al lavoro per affrontare una situazione che vede in forte rischio il futuro del calcio in città. Il primo passaggio che abbiamo ritenuto indispensabile fare è stato quello di scrivere alla società, chiedendo che da corso Sozzi sia fatta chiarezza e di venire informati in modo ufficiale sulle prospettive del Cesena Calcio». Quindi con un comunicato della società, e non soltanto a mezzo stampa.

«Riteniamo doveroso – continuano Lucchi e Castorri – poter fornire informazioni chiare ai tanti tifosi, ma non solo: come amministratori abbiamo anche l’obbligo di interagire con le istituzioni e, per riuscirci, la società deve essere trasparente e sincera, senza superficialità». Sindaco e assessore hanno ben chiara una cosa: in questi momenti serve accantonare il cuore del tifoso e mettere in campo cervello e raziocinio. «Questa fase – continuano in coro da palazzo Albornoz – è, per diversi motivi, straordinaria. Quindi deve essere affrontata dalla dirigenza bianconera con il polso fermo di chi sa di dover rispondere a tanti», garantendo quella trasparenza e sincerità che negli ultimi anni è mancata, e far luce sul perché si è giunti a questo punto. Non solo passato ma anche futuro: «Occorre anche spiegare con precisione le prospettive possibili, evitando di creare aspettative irrealizzabili».

Oltre che con corso Sozzi, sindaco e assessore hanno avviato contatti anche con Lega e Figc: «Ci stiamo concentrando per capire quali possano essere le prospettive sportive realistiche e, allo stesso tempo, non vogliamo mettere a rischio la grande opportunità che costituisce la partecipazione di Cesena agli Europei under 21 del 2019, per i quali stiamo ristrutturando lo stadio». Anche qui però c’è un problema di tempo: i lavori erano a carico del Cesena che, fallendo, li lascerebbe in carico al Comune. In questo caso servirà una gara di appalto, allungando i tempi di realizzazione con il rischio di giocare fuori casa le prime partite del nuovo eventuale campionato.

LEGGI ANCHE Lugaresi accusa tutti: "Sono distrutto"