Cesena, 3 luglio 2018 - Terminato il cda Giorgio Lugaresi spiega la situazione: «Abbiamo analizzato il nostro momento, ho parlato con gli esperti, tutto rimandato ad un altro consiglio venerdì. Abbiamo un lumicino. Quando avrò novità ne parlerò al Consiglio, se non c’è nulla da fare pazienza, altrimenti ci comporteremo come sempre».

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Poi cala immediatamente sull’annuncio del sindaco di togliere, tra 15 giorni, stadio e Villa Silvia al Cesena: «Mille grazie per averci dato ben quindici giorni... Dovrebbe spiegare alla città perché ha sottoscritto una garanzia per un mutuo col Credito Sportivo ai tempi di Campedelli di 2,083milioni che con gli interessi diventano 3,7 milioni che noi abbiamo pagato in tutti questi anni. Non abbiamo saldato una sola rata, l’ultima, quella di febbraio e lui ci toglie lo stadio? Non avessimo pagato noi la città si sarebbe dovuta sobbarcare i 3,7 milioni perché il Comune ha sottoscritto la garanzia. E per ringraziarci dice che iscriverà il Cesena in D. Gliel’ho sempre detto che non ce la facevamo da soli, chiedendogli di darci una mano con le aziende della zona. Ha scoperto solo ora che se le grandi aziende non ci aiutano troverà le piccole. Perché non l’ha fatto prima per aiutare questa società? Siamo l’unica città in cui il sindaco non fa nulla per sostenerci, anzi. Persino quello di Foggia si è fatto sentire col suo club che ha altri problemi. Lucchi non ha mosso un dito, nonostante per anni abbiamo pagato un debito enorme che lui aveva garantito con Campedelli».

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Intanto i nuovi esperti sono al lavoro: «Stanno analizzando le carte, cercando soluzioni, entro venerdì ci diranno». Spiega anche perchè abbia iscritto la squadra al campionato pur senza le dovute garanzie: «Un atto dovuto, se non ci iscrivevemo entro il 30 giugno perdevamo definitivamente ogni diritto. C’è tempo poi fino al 16 luglio per fare ricorsi e altro ma senza l’iscrizione finiva tutto. E’ un atto dovuto, non ostile, non l’avessi fatto avrei buttato via tutto. Potrebbe arrivare un miliardario e risolvere la situazione ma se non ci iscrivevamo entro il 30 giugno sarebbe già finito tutto».