Le magnifiche sale di Palazzo Romagnoli (foto Ravaglia)
Le magnifiche sale di Palazzo Romagnoli (foto Ravaglia)

Cesena, 22 marzo 2019 - Oltre agli affreschi, all’arte pre-romantica, al Rococò, alle sontuose scalinate e alle opere d’arte che cesellano tutto l’ambiente, c’è di più. Molto di più. Ci sono le storie delle famiglie che hanno abitato una delle dimore di maggior pregio della città e, con esse, una fetta del passato più illustre della città.

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Le porte di Palazzo Romagnoli (foto) si aprono all’ora del tramonto, col sole che scende oltre la facciata dell’edificio fiore all’occhiello delle proposte locali svelate al pubblico dal Fai in occasione delle Giornate di Primavera. Si aprono davanti ai sorrisi cordiali dei proprietari degli ambienti interessati dalla visita - le famiglie Trevisani e Porcelli - e a quelli emozionati delle guide d’eccezione, gli studenti del liceo classico Monti che tra sabato 23 e domenica 24 accompagneranno i visitatori alla scoperta di un luogo senza tempo, tutt’ora abitato e il cui periodo di massimo fulgore iniziò nel ’700 dopo che la famiglia Romagnoli rilevò quello che era il Palazzo Maraldi per trasformarlo nella residenza di famiglia.

Casata di origini forlivesi, i Romagnoli conobbero la loro maggior gloria a Cesena, grazie anche ai legami col mondo ecclesiastico che permisero a Prospero Romagnoli di diventare prima tesoriere di Romagna e poi marchese. A impreziosire la residenza fu però il figlio di di Prospero, Michelangelo, già ciambellano alla corte austriaca di Giuseppe II e tornato a Cesena insieme alla sua ricchissima biblioteca di testi prevalentemente dedicati ai viaggi. Una parte dei volumi è ancora conservata nei locali visitabili in questi giorni, altri vennero donati alla Malatestiana.

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Dunque, i gruppi potranno per esempio passeggiare tra la Galleria dei Continenti e la sala dei Paesaggi, senza dimenticare la Stanza dei Giganti. A testa in sù per perdersi nelle ‘grottesche’ che richiamano la neroniana Domus Aurea o negli affreschi di Giuseppe Milani e poi giù, a cercare la stella che campeggia sul ciottolato della corte interna, che oggi si affaccia sulla città, ma che trecento anni fa era circondata dalla campagna.

Il tocco in più è dato dalla preparazione degli studenti, capaci di intrattenere i visitatori con aneddoti e curiosità. Come la storia di Napoleone, diventato parente alla lontana dei Romagnoli che, per evitare il rischio di vedersi saccheggiare le loro opere d’arte come accadeva spesso durante il passaggio delle truppe francesi, riuscirono a combinare un matrimonio con un cugino dello stesso Napoleone, ottenendo per di più come dote un mantello dell’imperatore, col quale da allora vengono avvolti in nuovi eredi della famiglia durante il loro battesimo.