Papa Francesco a Cesena
Papa Francesco a Cesena

Cesena, 28 dicembre 2018 - Una marcia per le vie di Cesena nel nome della pace e nel segno della fratellanza fra i popoli. Martedì 1 gennaio, come ogni anno, sarà il vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina monsignor Douglas Regattieri a guidare il corteo che alle 15 partirà dalla chiesa di San Domenico per poi percorrere viale Mazzoni, via P. Battistini, via fratelli Rosselli, via Cesare Battisti, corso Mazzini, piazza Giovanni Paolo II, fino ad approdare in Duomo.

Qui verranno proposte alcune testimonianze e alle 18 monsignor Regattieri presiederà la Messa. L’evento, che quest’anno richiama il titolo del messaggio pubblicato da papa Francesco in occasione della 52esima Giornata mondiale della Pace e che si rivolge ai governanti di tutto il mondo, sarà preceduto dalla celebrazione di lunedì 31 dicembre che si terrà in Duomo ‘per ringraziare il Signore di tutti i benefici elargiti nel 2018’. La Messa sarà presieduta dal vescovo Douglas. 

Il tema della riflessione papale, condivisa quest’anno da tutte la diocesi, è ‘La buona politica è al servizio della pace’, un argomento già proposto da Bergoglio in occasione della sua visita a Cesena il 1 ottobre 2017. «Il volto autentico della politica e la sua ragion d’essere è un servizio inestimabile al bene all’intera collettività». Aveva parlato così in piazza del Popolo Francesco a 31 anni dalla visita pastorale di Woityla, per festeggiare, insieme alla città, i 300 anni dalla nascita di Pio VI, Papa Braschi. Dopo essersi concentrato sul concetto di ‘piazza’, e aver analizzato il significato, aveva lanciato l’appello a una «buona politica intesa come servizio alla comunità» e che non è «quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi». È, aveva chiarito parlando ai sindaci del Cesenate seduti in prima fila, «amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali».

La politica, scrive allora oggi il Papa, «è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione».