Renzo Arbore ha fondato l’orchestra nel 1991
Renzo Arbore ha fondato l’orchestra nel 1991

Cesena, 27 dicembre 2019 - Lo abbiamo rivisto di recente in tv, su Rai Due in seconda serata nel giorno di Natale. Lo rivedremo, stesso canale, anche la sera del Primo gennaio, con ‘L’arte do’ sole’, un lungo omaggio storico al patrimonio della musica napoletana. Nel frattempo perché non godersi Renzo Arbore anche dal vivo? L’occasione è il concerto che lo showman sta preparando per domani sera al Carisport di piazzale Paolo Tordi a Cesena. Una carrellata di grandi classici partenopei, con Arbore e il suo clarinetto accompagnati dall’Orchestra italiana con cui fa coppia fissa ormai da quasi trent’anni.


"Era il 1991 – racconta Arbore – quando mi decisi a mettere insieme sullo stesso palco quindici ‘all stars’, tutti solisti del proprio strumento, con l’imperativo di rilanciare e celebrare la musica napoletana". Ecco, dunque, vedere affiancarsi al suo clarinetto chitarristi, mandolinisti, fisarmonicisti, pianisti, e poi ancora tamburi, tamburelli, voci e cori. Quell’ensemble, da allora non si è mai fermato. Come una pallina da ping-pong ha preso a girare il mondo: apprezzatissimo in Giappone e negli Stati Uniti, costantemente reduce da serate nei teatri e nelle piazze delle città d’Italia così come di posti speciali come il Radio City Hall o il Madison Square Garden di New York, l’Olympia di Parigi, la Royal Albert Hall di Londra, la piazza Rossa di Mosca e poi la Cina, il Venezuela o la Svizzera, dove al Montreux Jazz Festival la storia incominciò con il primo concerto.


Lì Quincy Jones – jazzista, trombettista, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra di Chicago – di Arbore disse colpito: "È l’uomo della rinascita della musica italiana". E come dargli torto? Di Arbore si può dire tutto e il suo contrario tranne che non sappia far germogliare i fenomeni culturali.


Foggiano di nascita, napoletano per arte e passione (giovanissimo jazzista nella sua città, il suo vero esordio avvenne in una dixieland band di Nocera Inferiore, Salerno), da solo o in compagnia è stato l’artefice di una serie infinita di piccole e grandi rivoluzioni. Dai primi brani passati in Rai per mao sua di quei quattro anonimi ragazzetti di Liverpol conosciuti ai più come Beatles, all’invenzione in compagnia di Gianni Boncompagni di un programmi cult in radio o in tv come Bandiera gialla , Alto gradimento , L’altra domenica , Indietro tutta! e molti altri.
 

Quella di fare rivivere il mandolino e la musica napoletana è stata di sicuro la sfida più duratura per Arbore: da ventotto anni sui palchi del mondo, con musicisti del calibro di Gianni Conte, Barbara Buonaiuto, Mariano Caiano e Giovanni Imparato alle voci, con la direzione orchestrale di Massimo Volpe, la fisarmonica e il piano di Gianluca Pica, le chitarre di Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore, le percussioni di Peppe Sannino, la batteria di Roberto Ciscognetti, il basso di Massimo Cecchetti e i mandolini di Raffaele La Ragione, Salvatore Esposito, Salvatore della Vecchia. Tutti sul palco di Cesena in compagnia di Arbore, con botteghini aperti da domani alle 15 e inizio dello show alle 21. Complicatissimo annoiarsi.